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martedì 13 settembre 2016

Rassegna Stampa - 13 settembre 2016



Fondazione Arena taglia le buste paga «I premi? Solo con il bilancio in pari»
Previsto dal piano firmato con Fuortes, ma i sindacati non ci stanno: «Fatto grave»
martedi 13 settembre 2016

VERONA «L’erogazione dei premi di risultato è stata sospesa in virtù dell’art. 7 del verbale di accordo sottoscritto tra Fondazione e le OO.SS. in data 15 giugno 2016». Poche parole, apparse in carattere minuscolo in fondo alla busta paga degli aggiunti di Fondazione Arena. E in teatro, ieri, è stata un’altra giornata di passione. La ragione, facilmente intuibile, è che i circa 400 aggiunti della Fondazione hanno ricevuto lo stipendio dal quale però mancavano i premi di risultato previsti dall’integrativo, normalmente pagati al termine del Festival lirico estivo. «Si calcola – spiega Paolo Seghi, segretario provinciale Slc Cgil – tra gli 800 e i mille euro a testa che i lavoratori non si sono trovati in busta paga. E questo – precisa – nonostante nessun punto dell’accordo da noi sottoscritto preveda un taglio dell’integrativo. Una decisione unilaterale, presa da Fondazione senza convocare le parti, senza minimamente discutere del tema, senza nemmeno informarci del fatto». La rabbia era forte in teatro, ma resta da capire se davvero l’accordo di giugno, sottoscritto per permettere a Fondazione Arena l’accesso ai benefici della legge Bray, prevedesse anche il non pagamento dei premi di risultato. Secondo Fondazione Arena sì: per la precisione, si fa notare, all’articolo 7.1, paragrafo b dell’accordo. E si chiarisce: «Stupisce la meraviglia delle organizzazioni sindacali, perché si è agito in base all’accordo firmato il 15 giugno scorso». In pratica, chiariscono dalla Fondazione, la situazione sarebbe questa: la circolare ministeriale, emanata il 21 agosto, impone che, in caso di mancato raggiungimento del pareggio di bilancio, non possano venire pagati premi di risultato, né integrativi. Fondazione Arena, in passato, pagava questi premi prima della chiusura del bilancio, a differenza delle altre Fondazioni lirico sinfoniche: quindi, i premi di risultato saranno pagati, ma a pareggio di bilancio raggiunto, cioè l’anno prossimo. Altrimenti no, esattamente come stabilisce la circolare. E così sarà anche per i lavoratori stabili del teatro il prossimo mese. Solo che dalle organizzazioni sindacali si ribadisce come l’accordo sottoscritto per la Bray non preveda nulla di tutto questo. «L’accordo che abbiamo firmato – spiega Ivano Zampolli, segretario Uil Comunicazione Verona – definisce risparmi complessivi per 4 milioni di euro che la Fondazione deve ottenere. Solo nel caso in cui questo obiettivo non venga raggiunto, allora è prevista la possibilità di intervenire sull’integrativo. Ma, per adesso, non è questo il caso e non è previsto il taglio dell’integrativo. Per cui dico che questo intervento unilaterale da parte di Fondazione può aprire le porte a contese giudiziarie». Ma al di là del contenuto, fanno sapere i sindacati, possibile che si è dovuto apprendere di questa scelta direttamente da una riga scritta sulla busta paga? «La settimana scorsa – chiarisce Zampolli – il commissario della Fondazione Carlo Fuortes era a Verona: gli abbiamo formalmente chiesto un incontro, ma ci ha detto di no. Eppure in una normale azienda, di fronte a una decisione del genere, è prassi confrontarsi con le parti sociali, per lo meno informarle». Durissimo Nicola Burato, segretario provinciale Fistel Cisl: «Serve una netta e decisa presa di posizione rispetto alla decurtazione dei salari di oggi: non una richiesta di chiarimenti, ma una posizione di netto dissenso. Già che ci siamo sistemino con i soldi dei lavoratori anche i bilanci 2013 e 2014. È questo il commissario che ci tutela e fa da garante per il futuro?». E il teatro torna a ribollire.

Samuele Nottegar

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