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martedì 20 settembre 2016

Arena, l’Agsm agita il sindacato «Così fanno saltare il piano Fuortes». Zampolli Uil «stop ad una logica solamente politica» - da UIL Verona News


Arena, l’Agsm agita il sindacato «Così fanno saltare il piano Fuortes». Zampolli Uil «stop ad una logica solamente politica»

19 settembre 2016

VERONA «I dubbi del Fabio Venturi sono quanto meno tardivi. I contributi di Agsm alla Fondazione lirica fanno parte integrante del piano Fuortes, garantiti e certi: se saltano i primi, salta anche il secondo. E a ruota salta qualsiasi accordo e va tutto a monte». Dario Carbone, segretario della Fials, commenta con durezza la notizia sulla richiesta del presidente di Agsm, Fabio Venturi, di ridiscutere il contributo finanziario previsto per il 2017 e il 2018. Dai vertici di Fondazione non trapelano commenti ufficiali, ma si parla di una malcelata irritazione. E dal mondo sindacale e dalle opposizioni si spara a zero.

I sindacati

Il rappresentante della Cgil, Paolo Seghi, ironizza: «Mi ricorda il film di Eisenstein “La Congiura dei Boiardi” – dice – perché ora tutti vogliono ridiscutere tutto, ma sempre in un combinato disposto verso la privatizzazione dell’ente. E allora ricordo che il lavoro del governo e del commissario, finora, è stato teso a portarci all’interno della legge Bray, e se si entra in quella logica la privatizzazione semplicemente non esiste». Da Seghi arriva anche una domanda: «Da maggio ad oggi sono arrivati in cassa quasi 30 milioni, ovvero 22 di incassi al botteghino ed altri 8 circa di anticipo del Fus: come e dove sono stati bruciati tutti quei soldi?».

Ivano Zampolli Segretario Uil Com sottolinea: «ancora una volta la questione Fondazione Arena viene gestita con una logica solo politica, senza guardare gli interessi dei lavoratori e il futuro della fondazione stessa. Pare sempre più chiaro che questa città, quantomeno nei poteri forti, ha deciso che la vicenda debba chiudersi con la dismissione dell’ente e la privatizzazione di quanto resta».
«Al netto del danno immediato per tutti i lavoratori la proposizione di una stagione fatta con criteri puramente mercantili avrebbe, come primo risultato lo svilimento dell’offerta culturale e come secondo il probabile calo dell’indotto che il festival estivo, fatto come  è stato fatto finora, garantisce».

Prosegue Zampolli «Sono molto preoccupato della coazione a ripetere della politica veronese che comunque usa la vicenda Fondazione per scopi propagandistici senza mai entrare nel merito di cosa sarebbe necessario anche e soprattutto dal punto di vista economico. Sono altresì preoccupato per l’assordante silenzio di coloro i quali stanno gestendo in questo momento l’Ente e non dicono una parola rispetto a impegni presi un po’ da tutti, dal sindaco, dalla città e dal ministero che non vengono in alcun modo onorati. Ci aspettiamo, da chi può farlo, una presa di posizione netta che eviti la liquidazione e la mercificazione di Fondazione. Su questo crediamo sia necessario un patto forte tra tutti soggetti interessati che abbiano come scopo evitare tale scempio».

I conti

Ma chi aiuta concretamente l’Arena di Verona a sopravvivere? Lo Stato eroga una cifra che nel 2015 è stata pari a 11,4 milioni di euro. Gli sponsor privati principali (Calzedonia e Volkswagen) pagano cifre ingenti per i loro spazi pubblicitari, mentre una decina di sponsor minori pagano più o meno sui 50mila euro l’anno, per un totale comunque rispettabile di mezzo milione. Il Comune ha erogato un milione e mezzo di contributo straordinario quest’anno e altrettanto è previsto per il 2016.

Quanto alla voce «debiti», secondo il piano Fuortes, i debitori principali sono le banche (8,7 milioni nel 2015) i fornitori (14,9 milioni, compresi 2,6 milioni verso gli artisti), gli enti previdenziali (1,1) ed altre voci (4,1) per un totale di 28,6 milioni.

La politica


La polemica politica intanto è sempre più feroce. Secondo il Pd «la posizione di Agsm sui contributi alla Fondazione Arena va nella direzione opposta alla volontà del consiglio comunale che giovedì, all’unanimità, ha votato l’ordine del giorno che impegna sindaco e giunta a fare pressione su Regione e Camera di commercio affinché la prima integri la contribuzione in favore di Fondazione Arena che al momento vede impegnati appena 600 mila euro per il 2016, e la seconda eroghi il contributo straordinario di 500 mila euro deliberato il 2 luglio 2015» spiega il consigliere comunale Eugenio Bertolotti. Per Bertolotti «i tentennamenti di Venturi sono di natura squisitamente politica». E il capogruppo Michele Bertucco attacca: «Prima i ritardi del Comune nell’erogare il contributo ordinario, poi la parziale erogazione del contributo straordinario di 3 milioni, poi ancora la Camera di Commercio che trattiene i 500 mila euro promessi; ora ci si mette pure Agsm a minacciare di far saltare i finanziamenti. Per chi lo vuol capire – conclude – è evidente che esiste un disegno per mettere continuamente in difficoltà la Fondazione Arena, mentre il passivo di bilancio 2015, costato ai lavoratori l’integrativo, discende esclusivamente dai ritardi del Comune. Semplice dimenticanza o vendetta dettata dal rancore?

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