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mercoledì 10 agosto 2016

Rassegna Stampa - 8 agosto 2016


LA CITTÀ D'ESTATE. «Molto soddisfacente» il bilancio provvisorio, secondo gli addetti del settore. «L'importanza della lirica per la nostra economia è fondamentale»

Turisti, il weekend dell'ultimo boom
Verso Ferragosto i «vacanzieri» preferiscono mare e monti.
Intanto il festival areniano punta a mezzo milione di spettatori

lunedì 08.08. 2016 CRONACA, p. 7


Cappelli di paglia, ciabatte infradito, ventaglio e bibita fresca a portata di mano. Aspettando Ferragosto, nel primo fine settimana del mese il centro storico appare ancora dominato dai turisti, mentre i veronesi - i tanti che non sono in vacanza - indossano il costume e cercano refrigerio affollando le piscine (vedi l'altro articolo).

Turisti in centro, soprattutto in Arena, divisi fra Il Trovatore di sabato e l'Aida di ieri, e veronesi in piscina: le due facce con cui si è aperto agosto. «Molto soddisfacente», a detta dei lavoratori del settore, benché si tratti del culmine che precederà, tra pochi giorni, la fase discendente. «Dopo un luglio con il pienone dei visitatori, sappiamo per esperienza che la maggior parte dei turisti si orienterà più verso mete come il mare o la montagna invece che sulle città d'arte», analizza Giulio Cavara, presidente dell'Associazione albergatori di Confcommercio. «In agosto, da noi rimangono gli appassionati del festival lirico. Un ottimo target, che può spendere, e quindi alimenta tutta la filiera: alberghi, ristoranti, negozi e musei. Ma il grosso dei visitatori, quello che fa massa anche se rende meno, attorno a Ferragosto comincia a calare. Vedremo che, nella decina di giornate in cui non c'è la lirica, la città tenderà a svuotarsi».

Rispetto alla stagione scorsa, in cui il maltempo continuo aveva fatto crollare pubblico e incassi, quest'anno in Arena si torna a puntare al mezzo milione di spettatori. «La media è di circa 9mila persone per ciascuna delle 46 serate», spiega Cavara. «L'importanza del festival lirico per l'economia veronese è imprescindibile, anche se non si dovrebbe trascurare di valorizzare monumenti e mostre, aspetti culturali che possano contribuire a tenere i turisti in città».

Però c'è l'incognita degli scioperi all'orizzonte: quello del corpo di ballo dell'Arena, finito sotto la «scure» del commissario straordinario Carlo Fuortes, è stato annunciato per domenica prossima, in occasione della rappresentazione dell'Aida. Le tensioni provocate dalla presentazione del piano per risanare i buchi nel bilancio dell'ente lirico, insomma, sono solo all'inizio.

Ma una soluzione veloce e meno traumatica possibile per la crisi della Fondazione è auspicata da tutti, non solo dai diretti interessati. Cavara commenta: «Fuortes sta facendo il suo lavoro, e sono in tanti a sperare che resti nel suo ruolo per un po' più di tempo, anche dopo la fine del festival. D'altra parte, l'ente lirico deve anche imparare a camminare con le proprie gambe. Dipendere da un commissario esterno è anche un segno di debolezza».

Lorenza Costantino

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