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domenica 28 agosto 2016

Rassegna Stampa - 28 agosto 2016


Aida, ultima serata in Arena. E sulla pista di ghiaccio al Romano è scontro sul «sì» della giunta
domenica 28 agosto 2016

VERONA Si conclude stasera, con la sedicesima rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi, il Festival lirico 2016 in Arena. Sicuramente, il festival più tribolato della storia, gestito da un commissario straordinario (Carlo Fuortes) e dopo timori di liquidazione, chiusura, scioperi e polemiche furibonde.

Da domani si ricomincerà a fare i conti: sulla gestione Fuortes, su chi arriverà al suo posto, sul futuro complessivo degli spettacoli in Arena. Ma per stasera, spazio solo alla musica di Verdi, alle scenografie ed all’inossidabile regia di Gianfranco de Bosio.

Il resto, appunto, da domani. Compreso, tra l’altro, il tema della copertura dell’Arena, che, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, sta sollevando molto interesse (già diverse le proposte arrivate, anche se il grosso è atteso nei prossimi giorni, termine ultimo il 9 settembre): al primo classificato, andrà un premio di 40mila euro, 20mila al secondo e 10mila al terzo. Il finanziamento del premio è stato messo a disposizione da un privato, il patron di Calzedonia, Sandro Veronesi. E l’iniziativa di un altro privato sta intanto creando un piccolo (e probabilmente imprevisto) pandemonio polemico.

La ditta Antolini, azienda del settore del marmo, ha infatti chiesto di poter utilizzare il Teatro Romano per una serata tipo quella che viene da anni organizzata in Arena per Opera on Ice, affidandone l’organizzazione alla stessa società che porta in Bra Carolina Kostner (e quest’anno anche Andrea Bocelli).

La giunta comunale aveva dapprima respinto la richiesta, poi, dopo aver avuto garanzie per l’agibilità del Museo Archeologico e sul pagamento di tutti i sovracosti per allestimenti e sicurezza, ha risposto che, se la Sovrintendenza avesse dato parere favorevole, la cosa si poteva fare. Tra domani e martedì il direttore generale del Comune, Marco Mastroianni, contatterà quindi la soprintendenza. Se il ghiaccio in Arena viene però accolto da anni senza problemi (organizzato da un’azienda privata, come quasi tutti gli eventi al Romano, esclusa l’Estate Teatrale), quello al teatro sta sollevando un nugolo di polemiche. «Il Comune di Verona mostra ancora una volta quanto sia interessato a far cassa, invece di salvaguardare e rispettare il patrimonio inestimabile veronese. L’evento privato – tuona il parlamentare M5S Mattia Fantinati - prevede addirittura l’installazione di una pista di pattinaggi

Festival lirico, se la qualità artistica ormai è un optional
domenica 28 agosto 2016

Massimo Bottura incoronato recentemente quale migliore chef del mondo dalla World’s 50 Best Restaurants e in questi giorni, al Travel Week di Los Angeles, il resort pugliese Borgo Egnazia è stato incoronato quale miglior resort del mondo. Eccellenze italiane di cui andare orgogliosi. Che dire, la qualità vince sempre. È sempre stata alla base di ogni struttura che si pone sul mercato. Riferendoci alla Fondazione Arena da queste pagine lo andiamo scrivendo da molto tempo. Inascoltati, purtroppo.

L’ennesimo stigma negativo è l’attuale festival areniano, domani alle sue battute conclusive. Uno dei peggiori in termini di qualità artistica, già a partire dalla Carmen inaugurale del 24 giugno, riferendoci soprattutto alle scelte riconducibili ai cast ma non a orchestra, coro e corpo di ballo che hanno assolto al meglio e con senso di responsabilità il loro compito. A margine, qualcuno può dire al professor Gavazzeni (non Maestro in quanto diplomato solo in pianoforte) che il ruolo di Escamillo è per «basso-baritono» non per «baritono»? La differenza sta nelle note gravi: uno le ha, l’altro no. A parte qualche artista qua e là che ha meritato esserci, per gli altri ci aggrappiamo al sentimento della pietas per non infierire su dei professionisti che si sono comunque prestati ad andare in scena con l’incognita se dover poi assoldare, a distanza di tempo, un bravo legale per veder goduti i contratti sottoscritti e già onorati (vedi cronaca di questi giorni). Comunque sia, perché loro e non altri di maggiore qualità? Questo è il punto! Alla base di queste scelte dovrebbero essere presenti due fondamentali peculiarità: conoscenza e competenza. Sappiamo che il casting era già pronto con largo anticipo e prima dell’arrivo del Commissario, pertanto scelte volute e meditate.

Tanto per attingere sommariamente al florilegio delle perle nere, ascoltare delle improbabili Carmen con la voce di Mercedes o delle Amneris con la voce di Flora o dei Radames o dei Calaf con la voce di Nemorino (e pure stonati) e pagare poi 204 euro per un posto nelle Gold ci si chiede come è stato possibile tutto questo. Ci chiediamo, quanti ritorneranno in Arena? 

Ci è giunta notizia che anche le Prime Parti dell’orchestra areniana hanno fatto sentire la loro autorevole voce al riguardo, anch’esse purtroppo inascoltate dato che l’attuale direttore artistico (prossimamente anche al debutto come regista al Teatro Coccia di Novara) è stato invitato a fornirci la programmazione invernale del Teatro Filarmonico. Sic! Anche il Teatro Filarmonico ha una dignità e una storia che vanno salvaguardate. Auguriamoci che ciò avvenga e di non vederci riproposto quanto testé ascoltato in Arena. Al riguardo, il Commissario governativo è al corrente di questa specie di «coproduzione» (di cui si parla ma non ancora ufficializzata) con il Teatro Coccia di Novara, non proprio in linea con il dettato della legge 112/2013? Comunque sia, riusciremo a risalire la china? Il Commissario ha fatto la sua parte ma urge ora una programmazione autorevole e una pianificazione del futuro incisiva e solida, senza le quali la ripresa non ci sarà e lo spettro della liquidazione coatta o del declassamento da Fondazione a Teatro si potranno riaffacciare (dopo il 2018, comunque).

Il tempo ci sarebbe per rimediare e pianificarne la risalita ma ciò potrà avvenire solo con una governance autorevole, con un mandato pieno e non di gestione emergenziale. L’Arena di Verona è uno dei maggiori teatri al mondo, complesso nella gestione, vitale per la crescita del territorio veronese, non può essere lasciato nel limbo dell’incertezza o assegnato come doppio lavoro a qualche altro sovrintendente. I mercati del turismo e della cultura musicale devono essere liberati dal sospetto di precarietà gestionale e pochezza del prodotto. «Il diritto non deve mai adeguarsi alla politica, ma è la politica che in ogni tempo deve adeguarsi al diritto». (I. Kant)
Giorgio Banati

Eventi di settembre, Verona invasa. Piano viabilistico come a Natale
Attesi almeno 500 mila visitatori per i concerti e gli spettacoli extra Arena e due fiere. Il comandante Altamura: «I residenti usino la bici o i mezzi pubblici»

VERONA «Prepariamoci». Previsto almeno mezzo milione di arrivi. Al comando di via del Pontiere ci si sta organizzando, studiando ogni dettaglio: «Quello che arriva sarà un settembre che mai abbiamo vissuto prima come numero di eventi, la città sarà invasa da turisti e fan e noi siamo già pronti a mettere in atto il piano viabilità che attuiamo per l’assalto ai Mercatini di Natale». Parola del comandante della Polizia locale Luigi Altamura che sintetizza le date clou del mese, soprattutto per quanto riguarda l’Arena.

Si inizia dal primo settembre al 4, con «Notre Dame de Paris» , per proseguire, subito dopo, con lo show di Panariello, Conti e Pieraccioni il 5 e il 6 settembre; un giorno di pausa per gli allestimenti e già si passerà alle tre grande serate finali del tour della reunion dei Pooh, l’8,9 e 11 del mese, prima di passare il testimone al comico Pintus per la sua grande serata di cabaret all’aperto.

Ma non è finita: il 13 settembre toccherà al gran finale del Festival Show, serata particolarmente gettonata dai giovani fan per due motivi, il primo è l’ingresso gratuito, il secondo è legato alla presenza di vere e proprie star della musica italiana, come Gue Pequeno, Marracash, Fabio Rovazzi (rivelazione-tormentone dell’estate), Arisa e Marco Carta.

Il pop, dopo ventiquattro ore, lascerà posto alla chanson d’amour di Charles Aznavour, il 14 settembre, data attesissima dai cultori del genere di tutto il mondo.

Grande aspettative si nutrono anche verso la serata del 19 settembre quando l’anfiteatro sarà dominato dalle «Amiche in Arena»: un parterre di talenti femminili della musical nazional-popolare italiana, da Fiorella Mannoia a Loredana Bertè, si esibirà per sensibilizzare il pubblico contro la violenza femminile. Quello che invece dominerà le serate da metà mese in poi è un proprio festival della musica diffuso, con le undici serate di Zucchero (16, 17, 18, 20, 21, 23, 24, 25, 27 e 28 a cui si aggiunge un evento) che stanno già registrando il sold out.

Settembre, d’altra parte, sta diventando un mese molto corteggiato dagli artisti che, negli ultimi anni, arrivano quasi a preferirlo ai precedenti mesi estivi.

Ma il fitto calendario cultural-turistico mensile non si ferma qui: dal 15 al 18 le piazze saranno «ostaggio» del Tocatì, il festival internazionale dei giochi di strada, che quest’anno ha scelto come Paese ospitante la Cina. Nel conteggio, poi, si devono mettere, in contemporanea, anche le prime due fiere internazionali dell’autunno: Cosmobike Show, dal 16 al 19 settembre e Marmomacc, dal 28 settembre al primo ottobre. La fiera della bicicletta, l’anno scorso, ha registrato più di 50mila presenze, mentre quella del marmo è stata presa d’assalto da 67mila visitatori.

«Sottolineo, dunque, che quel mezzo milione di arrivi è un dato che noi abbiamo stimato in difetto - spiega il comandante Altamura - calcolando gli ingressi in Arena e quelli stimati per gli eventi e le fiere. Assisteremo ad un vero e proprio assalto alla città, non c’è mai stato un settembre così prima d’ora e devo dire, comunque, che è un ottimo segnale economico per la città. Forse ci sarà anche un effetto terremoto, nel senso che tanti stranieri in partenza eviteranno le zone del centro Italia, preferendo altre mete. Arriveranno tantissimi francesi, belgi, norvegesi».
Lillo Aldegheri

1 commento:

  1. Ma siete proprio sicuri che i cast fossero pronti da tempo? Una corrente dice che sono stati raffazzonati all'ultimo! E analizzandoli sembrerebbe molto attendibile questa ipotesi! Certo che i maggiori teatri del mondo invidieranno la fondazione x essere riuscita ad accaparrarsi una coproduzione col teatrino di Novara! Grande metropoli del nord Italia,è bene precisarlo,molti potrebbero non sapere dov'è, famosa x il gorgonzola!è un formaggio non un opera!

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