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sabato 27 agosto 2016

Rassegna Stampa - 27 agosto 2016


Sabato 27 .08. 2016

Arena senza pace, sindacati all’attacco. Dopo il Festival tocca al Filarmonico
Documento unitario:«Programmazione precaria, nessun riferimento ai costi»

VERONA «Una stagione precaria di cui non si conoscono ancora i costi, che ricadranno, ancora una volta sui lavoratori».
I sindacati bocciano la programmazione invernale dellaFondazione Arena. Tradotto: la «mini stagione» che d‘ora in poi verrà organizzata al Filarmonico, presentata dai vertici dell’ente due giorni fa.

Le sigle sindacali, come promesso, hanno atteso un giorno per esprimersi e poi messo nero su bianco le loro critiche: tutti uniti, mostrano un foglio dove ci sono le firme congiunte di Sil Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal.

«Manca completamente uno spazio per il ballo - è la prima accusa -. La questione ballo è nota, ma si inserisce in una discussione ancora aperta: è noto che Rsu e organizzazioni sindacali si stanno attivando per individuare soluzioni a tutela e prospettiva per questo complesso artistico, ritenendole l’unica via praticabile per evitare uno scontro irreparabile per l’intero teatro». I sindacati, a tal proposito, hanno già fatto notare al commissario Carlo Fuortes che corpi di ballo di altre fondazioni, fra cui quella dell’Opera di Roma (sempre «retta» da Fuortes), oggi operano nel Triveneto: urge, dunque, «evitare evidenti conflitti di interesse e cercare una logica di condivisione fra le parti».

Ma è la programmazione stessa, considerata «precaria», a far infuriare i sindacati. «Di fatto inizia solo dopo la metà di ottobre, data in cui sarà confermata l’accettazione del ministero del piano di risanamento - scrivono -. Questo innesca un legame fra necessità di un piano da presentare al ministero e la creazione di una programmazione, per altro necessaria al piano, dopo l’approvazione di questo». Una richiesta che si spalma anche sul futuro triennio, di cui i sindacati non hanno traccia.

Ma al centro delle critiche c’è soprattutto «la carenza di ogni riferimento economico per quanto riguarda budget e costi di produzione». «Un tema particolarmente sensibile, visti i sacrifici economici chiesti ai lavoratori - spiegano i rappresentanti sindacali -. Chiediamo dunque i dati mancanti a supporto della programmazione». Infine, al centro della contrattazione c’è la sospensione del lavoro nel prossimo anno. «Assume elementi di evidente criticità rispetto agli stessi accordi sottoscritti e approvati dai lavoratori- spiegano Paolo Seghi (Slc Cgil), Dario Carbone (Fials Cisal), Ivano Zampolli (Uilcom Uil) e Nicola Burato (Fistel Cisl) -. Questo modello di programmazione, infatti, prefigura una fermata di nuovo compatta sulla parte finale dell’anno, quando a giugno ci eravamo accordati per individuare modelli diversi. Ad oggi la discussione sulle alternative non c’è ancora stata. E diventa difficile accettare cose non concordate, che assumono il carattere di atti unilaterali».
La richiesta dei sindacati, che ieri si sono incontrati di nuovo per discutere degli ammortizzatori sociali dei lavoratori e che sperano in un prossimo incontro con il commissario, è quella di «avere una maggiore disponibilità dalla controparte, per altro necessaria perché da vie tanto strette non si esce con colpi di forza».
Silvia Maria Dubois




PATRIMONIO ARCHEOLOGICO.
La Giunta dice sì alla richiesta di un privato. La condizione è che il Museo Archeologico rimanga aperto. Il Pd: «Dagli uffici parere negativo»

Galà sul ghiaccio al Teatro Romano.

Il monumento concesso a un'azienda per una settimana.
L'amministrazione: «Nulla di strano, come Opera on Ice in Arena»

sabato 27 .08.2016 CRONACA, p. 15

Una pista sul ghiaccio al Teatro Romano per una festa privata, dal 24 settembre all'1 ottobre prossimi, per lo spettacolo «Cinema On Ice by Antolini, evento privato aziendale e accessibile esclusivamente su invito della ditta Antolini Luigi & C. S.p.a.», (un'impresa del marmo con sede a Cavaion) come recita una relazione esaminata dalla Giunta comunale. La quale ha dato il via libera alla manifestazione, la prima del genere al Teatro Romano, «a condizione che sia garantita la visitabiltà del Museo archeologico», adiacente al teatro e da tre mesi riaperto alle visite dopo i restauri.

Servirà però il via libera della Soprintendenza, dice il Comune.Anche se Michele Bertucco, il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, che ha reso pubblica la vicenda riportando una nota degli uffici comunali dell'edilizia monumentale che sconsigliano la destinazione del teatro, fa notare che «un conto è Intimissimi On Ice, spettacolo di pattinaggio sul ghiaccio in Arena (quest'anno il 7 e 8 ottobre, con la pattinatrice Carolina Kostner e con la partecipazione del cantante Andrea Bocelli, ndr), una festa organizzata dal Gruppo Calzedonia ma aperta a tutti, e un conto è una festa privata».«Essendo senza precedenti, la richiesta viene subito girata alla giunta comunale, che ad aprile la boccia», aggiunge Bertucco, «ma a fine maggio il privato ripresenta la stessa domanda, assicurando questa volta che non intralcerà la visitabilità del museo.

E la giunta la approva, con decisione del 23 giugno 2016 venuta a galla ora». Il teatro sarà dato in affitto. Ma Bertucco storce il naso. «Sbaraccare il teatro - la pista del ghiaccio occuperebbe proprio la zona del palcoscenico e della platea - non è cosa da poco. Secondo gli uffici i soli costi di disallestimento ammontano a 10mila euro, e bisogna cominciare i lavori 14 giorni prima, il che richiede, tra l'altro, di revocare l'evento Tocatì del 19 settembre». In un primo momento era prevista la chiusura del Museo archeologico il 12, 13 e 14 settembre, ma dopo la prima bocciatura la società Opera On Ice, che ha presentato la domanda, non prevede alcun intralcio.«Per non essere accusati, come al solito, di fare polemica fine a se stessa, ci limitiamo a riportare il parere degli uffici, che condividiamo nella sostanza: "Nel sottolineare che tale evento non è uno spettacolo aperto al pubblico, bensì una festa privata all'interno di un monumento vincolato, si osserva che la trasformazione in pista di ghiaccio di un sito archeologico così delicato e bisognoso di restauro quale il teatro romano apparirebbe in forte contrasto con la sensibilità dimostrata dall'Amministrazione nel promuovere e gestire la ristrutturazione del Museo archeologico».

Dall'Amministrazione comunale fanno notare, però, «che l'evento è analogo a quello dell'Arena, e come da prassi abbiamo inoltrato la domanda alla Sovrintendenza, per il parere. Va comunque garantita la fruizione pubblica del museo». La cui visita, lo ricordiamo, passa per la cavea del teatro, per andare da palazzo Fontana all'ex Convento dei Gesuati. E il sovrintendente Fabrizio Magani dice: «La pratica ci è appena arrivata e la valuteremo, ma posso anticipare che il requisito fondamentale è garantire che il museo sia visitabile». Nei prossimi giorni il parere formale.

Enrico Giardini


FONDAZIONE ARENA

I sindacati insistono per salvare il corpo di ballo

sabato 27 .08. 2016 CRONACA, p. 16


Dopo gli incontri di ieri con il direttore operativo Francesca Tartarotti, i sindacalisti della Fondazione Arena Paolo Seghi della Cgil, Nicola Burato della Cisl, Ivano Zampolli della Uil e Dario Carbone della Fials, a proposito della programmazione artistica per la stagione invernale che è stata loro presentata, hanno espresso una serie di osservazioni.

Per loro «la programmazione è quanto meno contraddittoria e non condivisibile. Manca completamente uno spazio per il ballo. La questione ballo è nota, ma si inserisce in una discussione ancora aperta: Rsu e Organizzazioni sindacali si stanno attivando per individuare soluzioni a tutela e prospettiva per questo complesso artistico, ritenendole l'unica via praticabile per evitare uno scontro che potrebbe essere esiziale per l'intero teatro».«Abbiamo fatto notare che già oggi», proseguono i sindacalisti, «corpi di ballo di altre Fondazioni, tra i quali il corpo di ballo dell'opera di Roma di cui il dottor Carlo Fuortes (commissario della Fondazione Arena, ndr) è sovrintendente, operano nel Triveneto.

Al netto di possibili quanto evidenti conflitti d'interesse, una logica di condivisione tra le parti e non di pura e sterile contrapposizione al fine rendere percorribile questa via sarebbe indispensabile per il bene di tutto il Teatro».

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