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domenica 21 agosto 2016

Rassegna Stampa - 21 agosto 2016


IL CASO. Michele Croce di «Verona Pulita»

«Ufficiali giudiziari, ultima umiliazione per la Fondazione»

«Penso ai turisti in biglietteria: che racconteranno nei loro Paesi?»


21 agosto 2016 - cronaca p. 12

Michele Croce, candidato sindaco del movimento Verona Pulita, commenta l'episodio che ha visto un ufficiale giudiziario recarsi alla biglietteria dell'Arena per pignorare gli incassi.

È successo l'altro giorno e la vicenda s'è per ora chiusa con un'intenzione di accordo. Due cantanti, un basso e una soprano, rivendicavano il mancato pagamento del cachet per complessivi 16mila euro per le prestazioni nel Nabucco 2015. Perciò hanno messo in campo avvocati e richieste di pignoramento, ma la Fondazione Arena intende chiudere la pratica in modo «amichevole» all'inizio della settimana.

Non erano stati pagati «L'ufficiale giudiziario che si presenta alla biglietteria dell'Arena per pignorare gli incassi e risarcire due artisti non pagati», dichiara in ogni caso Michele Croce, «è davvero l'ultimo schiaffo all'onore e alla gloriosa storia di una Fondazione Arena ridotta ormai in frammenti nonostante la tenace resistenza dei lavoratori. La nostra tradizione lirica, la magica "location" dell'Arena, le nostre rappresentazioni che non hanno eguali al mondo, sono oggi oltraggiate, pignorate, derise. Penso ai turisti presenti nella biglietteria quando l'ufficiale giudiziario ha chiesto l'incasso: cosa racconteranno nei loro Paesi? Che immagine diffonderanno dell'Arena nel mondo?». «Questo episodio», continua Croce, «rappresenta un punto di non ritorno: è necessario che inizi in modo netto una fase 2.0, che il commissario Carlo Fuortes decida ora cosa vuole fare perché il tempo della galanteria è terminato. In questa nuova fase servono persone che oltre alla grande competenza abbiano la grande passione necessaria per prendere a cuore la Fondazione e i suoi dipendenti: l'Arena non è un teatro come un altro».«Fuortes», conclude il candidato sindaco di Verona Pulita, «ha chiesto ai lavoratori lacrime e sangue per poi, praticamente, mozzare il corpo di ballo, che verrà disperso e che non eserciterà più lo stesso fascino e la stessa attrattiva tra gli artisti di tutto il mondo. La domanda è: cosa vogliono ancora? Da sindaco la Fondazione e il suo patrimonio di uomini e donne sarà per me una priorità: è in gioco non sono un ente e centinaia di famiglie, ma la credibilità di un'intera città, la nostra città».



 

Arena, artisti in credito per 2,6 milioni. La cifra compare nel piano di Fuortes
 
Il legale dei cantanti che hanno chiesto il pignoramento: non pagati nonostante lo sconto

21 agosto 2016

VERONA «Gli artisti ci sono rimasti malissimo. Avevano dato la loro massima disponibilità per trovare un accordo, ma dalla Fondazione nessuno si è più fatto vivo. Nessuno ha mai chiamato, né loro, né il sottoscritto». A dare un contorno più preciso alla vicenda che ha portato, venerdì mattina, l’ufficiale giudiziario a chiedere il pignoramento di 16mila euro nella biglietteria dell’Arena, è l’avvocato Michele Lai. Il legale assiste il soprano Martina Serafin e il basso Alessandro Guerzoni che vantano nei confronti della Fondazione un credito di 16mila euro, frutto delle loro interpretazioni, mai pagate, in un Nabucco andato in scena in Arena, l’estate scorsa.Al termine del festival, spiega l’avvocato Lai, i due artisti chiedono di vedere riconosciuto il pagamento del proprio cachet, tuttavia comprendendo le difficoltà della Fondazione, raggiungono con la stessa un accordo: uno sconto del 10% sul totale del cachet, in cambio della liquidazione di quanto pattuito.
 
È il settembre 2015 e questa sembra la soluzione migliore per tutti. Solo che, a questo punto, non solo Fondazione non paga quanto stabilito, ma non si fa più sentire con nessuno della controparte. «Un atteggiamento di assoluta indifferenza – conferma Lai – che ha fatto rimanere malissimo entrambi i cantanti. Sono artisti che per anni si sono esibiti in Arena: proprio per questa ragione avevano deciso di fare quel gesto di apertura nei confronti del teatro». Buona volontà che, evidentemente, non è stata sufficiente. Per questo, il legale comprendendo la situazione opta per il cambio di strategia: decide di revocare la proposta transattiva e chiede di far valere per intero le richieste dei propri assistiti. Di qui, l’istanza di pagamento dei 16mila euro, con tanto di ufficiale giudiziario che, venerdì, si è presentato nella biglietteria di via Dietro Anfiteatro. «La nostra – chiarisce il legale – è stata un’azione obbligata. Non c’è nessuna volontà di danneggiare il teatro, ma come tutti, i miei assistiti chiedono di essere regolarmente pagati. Non vogliamo certo affossare l’Arena, ma credo che in questa vicenda ci siano responsabilità evidenti».

La situazione, in teoria, è destinata a risolversi già questa settimana: domani, ci dovrebbe essere un incontro con il direttore amministrativo della Fondazione Andrea Delaini per liquidare la somma. Tuttavia, nel caso in cui questo non avvenisse, l’ufficiale giudiziario potrebbe tornare a bussare alle porte del teatro. Anche perché, il caso non sembra essere isolato. «In effetti – conferma Lai – quella dei due cantanti non è l’unica situazione che sto seguendo. Altri artisti, da me assistiti, vantano crediti per decine di migliaia di euro con Fondazione Arena». In realtà, complessivamente, l’esposizione debitoria della Fondazione nei confronti dei «suoi» artisti è pari a 2,6 milioni di euro. A scriverlo è lo stesso commissario Carlo Fuortes nel Piano di risanamento presentato al ministero della Cultura a fine luglio. Complessivamente, i debiti nei confronti dei debitori ammontano a 14,9 milioni; tale cifra dovrebbe essere ridotta della metà grazie ai 7,1 milioni finanziati dal fondo rotativo e ai 400mila euro da ottenere con lo stralcio del debito. Va ricordato che il totale dei debiti di Fondazione, al 31 dicembre dell’anno scorso, ammontava a 28,6 milioni di euro.

Samuele Nottegar

1 commento:

  1. Tutte mosse ad hoc,non mi meraviglierei se fossero state studiate a tavolino! È chiaro che in orario di apertura la biglietteria non ha incassi! X pignorare l'incasso bisogna aspettare la chiusura! Ma in questo modo la mossa non era eclatante. Tutto x dare una mano a tosi & c.nella corsa verso la loro SpA.

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