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sabato 20 agosto 2016

Rassegna Stampa - 20 agosto 2016



Un ufficiale giudiziario alla biglietteria dell’Arena

Doveva pignorare 16 mila euro per un cachet non pagato
20 agosto 2016



Negli uffici Amara sorpresa, ieri, per gli addetti della biglietteria dell’Arena, in via Dietro Anfiteatro: è arriva l’ufficiale giudiziario



VERONA Cachet non pagati per 16mila euro. Con questo titolo esecutivo, ieri mattina, l’ufficiale giudiziario si è presentato alla biglietteria dell’Arena, di via Dietro Anfiteatro, accompagnato dall’avvocato che rappresenta due artisti. L’identità dei due, molto probabilmente cantanti, non è nota, ma per certo si sa che la loro esibizione, risalente a festival degli anni passati, ancora non è stata pagata. Di qui, la richiesta di ottenere quanto dovuto attraverso l’ufficiale giudiziario. Solo che nemmeno in questo modo, per adesso, i due artisti sono riusciti ad avere quanto spetta loro: l’ufficiale giudiziario, infatti, essendosi presentato in mattinata, non ha potuto far altro che constatare come in cassa non fosse ancora disponibile una simile somma da pignorare. Comunque, per risolvere il problema, si è trovato l’accordo con Fondazione per un nuovo incontro tra le parti lunedì mattina, quando sarà presente il direttore amministrativo del teatro Andrea Delaini. In quell’occasione, la somma dovrebbe essere liquidata.Va detto che la somma richiesta dai due artisti non è di quelle che, da sola, è in grado di mettere in crisi un teatro che incassa, solo per la biglietteria del festival lirico, oltre 20 milioni di euro. Tuttavia, la difficoltà a liquidare anche una somma relativamente modesta dice molto delle difficoltà economiche che sta vivendo oggi Fondazione Arena.


«Purtroppo – analizza Dario Carbone, segretario provinciale Fials – il segnale che passa è quello di mancanza di fiducia da parte dei due artisti. Non vorrei che questa decisione venisse seguita da altri, perché la Fondazione è in attesa di vedere confermata la propria richiesta di adesione alla Bray. Una volta che questa sarà assicurata, arriverà anche la prima tranche stanziata dal ministero della Cultura che si aggira attorno ai 7 milioni di euro. Certo, il segnale non è dei più positivi».Anche perché è noto che i creditori di Fondazione siano più di uno: che i fornitori abbiano difficoltà a essere pagati è cosa nota, ma non si era ancora arrivati a chiedere pignoramenti pari al valore della proprie spettanze. «Di sicuro – analizza Ivano Zampolli, segretario provinciale Uil Comunicazione – è una notizia che non rasserena gli animi. Ci avevano assicurato che la rinegoziazione dei debiti stava procedendo positivamente, così come che la biglietteria sta andando abbastanza bene: ovviamente, confidiamo che sia così. Certo, episodi come questo aumentanol apre occupazione ». Anche perché, tornano a far notare le organizzazioni sindacali, in un momento così delicato i vertici non sono fisicamente presenti in città, con il commissario Carlo Fuortes (si presume) e il direttore operativo Francesca Tartarotti (di sicuro) in ferie. «In un momento difficile – sottolinea Paolo Seghi, segretario Slc Cgil di Verona – sembra che non ci sia nessuno con cui confrontarsi. Questo ne è un esempio, ma anche le riunioni ormai le facciamo da soli».

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