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sabato 20 agosto 2016

Rassegna Stampa - 19 agosto 2016



L’ALTRA SERA, POCHI MINUTI PRIMA DI 

CARMEN. TUTTO CONCORDATO


«Mi vuoi sposare?» Le chiede la mano sul palco dell'Arena colpo di scena.
Inedita richiesta di matrimonio sul palco dell'anfiteatro.
E al «sì» scoppia l'applauso del pubblico 

Le chiede di sposarlo in Arena davanti a ottomila spettatori
È successo prima di «Carmen» protagonisti due giovani spagnoli. Lui l'aveva organizzata in segreto d'accordo con la Fondazione


venerdì 19 agosto 2016 CRONACA, pagina 17

In oltre cento anni di storia del festival lirico all'Arena di Verona non era mai successo: una richiesta di matrimonio, non sulle note di un'opera, ma una reale richiesta, fatta davanti a ottomila spettatori.È successo l'altra sera, pochi minuti prima della rappresentazione di Carmen. Sergio Garcia, un giovane spagnolo, è salito sul palcoscenico dell'anfiteatro accompagnando la fidanzata Irene Lopez. A quel punto si è inginocchiato porgendole l'anello e ottenendo il fatidico sì dall'emozionatissima compagna. Nel frattempo il pubblico ha applaudito con entusiasmo.

La ragazza, visibilmente commossa, non si aspettava qualcosa del genere. E infatto il giovane Sergio per questa singolare promessa di nozze aveva contattato via mail l'ufficio marketing della Fondazione Arena per organizzare la sorpresa e d'accordo con il responsabile è riuscito a organizzarla per la sua amata.La coppia arriva da Barcellona e non era la prima volta che si trovava in Arena e in visita a Verona. Evidentemente il fascino della città e dell'opera lirica in Arena hanno lasciato in loro un'impronta così forte da scegliere proprio la nostra città per suggellare il principio di un avita insieme.E anche la scelta dell'opera non pare casuale: la Carmen di Bizet, ambientata nella Spagna di inizio Ottocento. Siviglia, non la Barcellona di Sergio e Irene. Ma questi in fondo sono dettagli.

Il tutto è successo pochi giorni dopo una scena simile, su un altro «palcoscenico» , questa volta sportivo. Il più prestigioso: quello delle Olimpiadi. Al termine della gara di tuffi femminile dal trampolino di 3 metri - quella in cui Tania Cagnotto ha conquistato la medaglia di bronzo - una volta celebrata la premiazione, consegnate le medaglie, suonati gli inni nazionali e fatte le foto di rito, ai piedi della tuffatrice cinese He Zi, medaglia d'argento, s'è inginocchiato il collega della squadra maschile Qin Kai. Fra lo stupore e la commozione generale, il ragazzo ha estratto la classica scatola di raso con l'anello e ha pronunciato la formula «mi vuoi sposare?» Lei, emozionatissima, dopo qualche secondo ha fatto un cenno con il capo e sul viso le s'è allargato un bel sorriso. E il pubblico che aveva seguito in silenzio è scoppiato in un applauso. Lo stesso dell'Arena l'altra sera, per Sergio e Irene.




Venerdì 19 Agosto, 2016




Arena Extra e la richiesta dal Pd di riaprire il

caso Girondini: «Né debiti né crediti con 
 
Fondazione»



VERONA «Non ci sono stati né ci sono né debiti né crediti tra Fondazione Arena e Arena Extra perché non si è trattato di una cessione come erroneamente interpreta Bertucco (Michele, capogruppo Pd, ndr) bensì del conferimento di un ramo d’azienda a una propria partecipata al 100 per cento. E questa partecipazione è iscritta nel bilancio di Fondazione Arena di Verona in una misura pari al valore di Arena Extra». Parola dell’ex sovrintendente Francesco Girondini, che interviene così all’indomani della notizia che il capogruppo consiliare del Pd, Michele Bertucco, ha presentato (attraverso una memoria firmata dall’avvocato Luca Tirapelle) istanza di opposizione alla richiesta di archiviazione con cui il pm Giovanni Pietro Pascucci ha chiuso uno dei fascicoli aperti in procura sui conti di Arena Extra. Opponendosi a tale richiesta di archiviazione (la seconda, dopo che già una prima era giunta a tale esito), il consigliere ha chiesto alla procura di effettuare nuove indagini: la decisione spetterà a breve al giudice Livia Magri.




I ballerini: «Colleghi, grazie per il sostegno»



VERONA Ieri, Aida è andata regolarmente in scena, in Arena. E anche per oggi, sembra essere scongiurato lo sciopero, così come altre proteste, da parte dei lavoratori della Fondazione. Rimane, tuttavia, confermato lo stato di agitazione e la possibilità che altre serate del festival lirico possano essere interessate da iniziative contro il piano di contenimento del commissario Carlo Fuortes. In particolare, la parte più contestata continua ad essere il taglio del corpo di ballo che, dal prossimo anno, dovrebbe uscire dal perimetro aziendale della Fondazione. I sindacati, però, continuano a ribadire la loro contrarietà: «La questione del ballo – chiarisce Dario Carbone, segretario provinciale Fials – dati alla mano, è ben lungi dall’essere di carattere economico: è una questione meramente politica. Non ci sono ragioni economiche che spingano a privare il teatro del corpo di ballo». E proprio i ballerini, ieri, hanno inviato una lettera di ringraziamento agli altri settori del teatro per averli sostenuti nella loro battaglia e, in particolare, durante lo sciopero di domenica che ha fatto ritardare di mezz’ora Aida. «Siamo certi – hanno scritto i ballerini – che i valori di condivisione e solidarietà reciproca dimostrati, rappresentino la strada giusta per uscire, tutti insieme, da questo momento di grande difficoltà». E anche Fials ribadisce come «il riscontro del pubblico, i lunghi applausi riservati ai ballerini, tutti presenti sul palcoscenico», confermino che la linea da seguire è quella del coinvolgimento e della sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Samuele Nottegar




LA PROPOSTA



Festival Maria Callas a Sirmione, l’Arena entri 

in campo



di Giorgio Benati



Sirmione in questi giorni ha varato la sua XVI edizione dell’Omaggio a Maria Callas: dieci concerti e interventi lirici da lunedì prossimo a dicembre. Il luogo, sappiamo, è callassiano per antonomasia in quanto sede di Villa Meneghini-Callas dove la Divina trascorreva le sue giornate di riposo e di vacanza. 

Luogo magico Sirmione sia per la posizione che ricorda la tolda di una nave sia anche e soprattutto per la bellezza e l’importanza dei suoi siti archeologici e storico-culturali come le Grotte di Catullo e il Castello Scaligero che da soli attraggono migliaia di visitatori (438.513 biglietti staccati nel 2015). Chapeau per l’idea e per l’impegno dell’amministrazione comunale a sostegno della lodevole iniziativa. Investire in cultura e spettacolo non è da molti in questo periodo. Certo, il programma artistico, pur lodevole per l’impegno e per i pochi mezzi a disposizione, non eccelle in presenze prestigiose e in qualità complessiva ma l’iniziativa merita il sostegno di tutti. 

Riflettevo in questi giorni su questa iniziativa e su quanto poco Verona fa a ricordo di questa nostra grande concittadina. Anche la grande Maria Callas, al pari di William Shakespeare (del quale da queste pagine ce ne siamo recentemente occupati caldeggiando maggiore e costante visibilità), ha contribuito a veicolare l’immagine di Verona nel mondo. Noi cosa facciamo? Ogni tanto la si ricorda con qualcosa e con l’assegnazione di qualche premietto ad improbabili interpreti callassiani, un po’ di musica e molte fotografie sui media che appagano l’ego di qualcuno, di qualche commissione ad hoc, di qualcuno in cerca di un palcoscenico. Maria, continua ancora a fare del bene … Certo, ora in città abbiamo la mostra omonima al Museo Amo. La precedente dedicata a Madame Lempicka ci era piaciuta e lo avevamo scritto su queste pagine ma questa dedicata a Maria Callas andava forse concepita non con il «metodo Lempicka». Gli estimatori della Divina, infatti, si aspettavano qualcosa di nuovo, di inedito o di poco noto, non il déjà vu. Soprattutto, dato che stiamo parlando di un’artista che si esprimeva con la musica, avrebbero amato rivedere o riascoltare maggiormente video e registrazioni rare (qualcosa c’è, ma molto poco), anziché rivedere per l’ennesima volta gli aspetti a tutti noti dei suoi contorni umani e da rotocalco: gioielli, vestiti, scarpette, cappellini, fotografie … Infatti, com’è consuetudine ricordare un pittore con i suoi quadri così per una cantante la musica e le sue performance sono la principale testimonianza e il ricordo vivo e indelebile della sua arte che, da sola, rimarrà ai posteri e ne itererà il mito. 

Diciamocelo, ben altro omaggio necessitava la grande Maria ma, soprattutto, la città meriterebbe un museo stabile a lei dedicato cercando poi, anno dopo anno, di arricchirlo di documenti e testimonianze. Sirmione, dicevamo. La Fondazione Arena potrebbe collaborare con questo importante festival lacustre. Potrebbe diventare quello che attualmente è il Festival Pucciniano sul Lago Massaciuccoli in Toscana. Sarebbe una risorsa aggiuntiva per la FAV. Perché non spostare le ferie dei dipendenti ad ottobre e dedicarsi al Festival Maria Callas a settembre? È il modo per recuperare uno dei due mesi di chiusura forzata? Forse. Il Garda è ancora una grande risorsa turistica in quel periodo e la concorrenza festivaliera italiana ed europea (Salisburgo, Bayreuth, Bregenz, Pesaro, Macerata, Caracalla ecc.) è conclusa. Diversificare è una delle parole importanti della crescita aziendale e la Fav è anche questo.

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