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lunedì 1 agosto 2016

IMPORTANTISSIMO!! Appello per bloccare l'art.24 del D 113/2016 che rischia di portare alla morte la maggior parte dei Teatri Italiani


APPELLO RIVOLTO A TUTTI!!
con la preghiera di massima diffusione

L'art. 24 del Decreto Legge 113/2016 che potrebbe essere convertito in legge a breve termine rischia seriamente di portare

DEFINITIVAMENTE ALLA CHIUSURA DEI TEATRI LIRICI SIA FONDAZIONI CHE DI TRADIZIONE.
Si vuole tentare di contrastare tale pericolo facendo un appello ai Senatori e Senatrici della Commissione Bilancio del Parlamento Italiano affinchè rigettino ed annullino il comma 3-bis, 3-ter, 3-quater, 3 quinques dell'art.24 del DL 113/2016 agli atti, di cui il testo di seguito:
- “punto 3 bis”- all’emanazione di una legge che stabilisca l’assetto ordinamentale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche classificandole in Fondazioni di serie A, di serie B e chissà di quante altre declassificazioni gli verranno in mente;- “punto 3 bis” – all’abrogazione delle leggi in contrasto e quindi principalmente all’abrogaziuone della Legge 800;- “punto 3 bis, lettere a), b), c) e d)” – all’individuazione dei requisiti che determineranno l’inquadramento nelle varie tipologie di Fondazioni (Fondazioni Lirico Sinfoniche, Teatri Lirico Sinfonici e chissà quant’altre nella scala dei valori A DECRESCERE attraverso le quali stabilire il crescente disimpegno anche finanziario dello Stato);- “punto 3 bis, lettere e) – conseguentemente procederà alla “previsione che, nell'attuazione di quanto previsto alla lettera b), l'eventuale mantenimento della partecipazione e della vigilanza dello Stato nelle forme e nei limiti stabiliti a legislazione vigente con riferimento agli enti di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e successive modificazioni, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, trovi applicazione esclusivamente con riguardo alle fondazioni lirico-sinfoniche”;- “punto 3 ter” - il regolamento che deciderà il declassamento delle varie Fondazioni Lirico Sinfoniche, di cui al comma 1, sarà comunque emanato anche indipendentemente dai pareri della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 della legge 28 agosto 1997, n. 281, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari e con la sua emanazione saranno conseguentemente abrogate le disposizioni vigenti, anche di legge, con esso incompatibili;- “punto 3 quater” – nell’attesa che il provvedimento legislativo di cui sopra entri in funzione verrà comunque disposto da subito: a) che ai dipendenti delle Fondazioni che non raggiungano il pareggio di bilancio non vengano erogati i trattamenti economici derivati dagli accordi aziendali; b) che le fondazioni che non raggiungano il pareggio di bilancio debbano obbligatoriamente prevedere ad opportune riduzioni di attività, ivi compresa la chiusura temporanea o stagionale con conseguente trasformazione temporanea del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale del personale, anche direttivo, allo scopo di assicurare, a partire dall'esercizio immediatamente successivo, la riduzione dei costi e il conseguimento dell'equilibrio economico-finanziario; c) che il tetto massimo stabilito per il trattamento economico per le missioni all'estero dei dipendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche, così come regolamentato attualmente, debba essere ridotto in misura del 50 per cento.

Chiediamo pertanto a tutti di inviare il testo dell'appello di seguito agli indirizzi mail dei Senatori della Commissione Bilancio dello Stato italiano che potrete scaricare al seguente link:

il testo della mail può essere copiato da qui sotto o scaricato dal link di seguito:


Egregia/o Senatrice/tore,

l’art.24 c. 3-bis e seguenti dell’atto al Senato n.2495 per la conversione in Legge del DL 113/2016 “Enti locali” riguarda le Fondazioni Lirico sinfoniche, cioè le eccellenze artistiche liriche italiane tutelate e riconosciute dall’art. 9 della Costituzione e dalla L.800/67, istitutiva degli ex enti lirici. Un ennesimo decreto d’urgenza che, sconfessando tutti i precedenti (L.43/2005, L.100/2010, L.112/2013 e L.83 del 2014) non affronta una riforma del sistema dello spettacolo dal vivo parlamentare che attende da decenni.
I comma sopra citati, se approvati, distruggeranno tutto il patrimonio di professionalità e di tradizione della lirica italiana e dello spettacolo dal vivo, ambasciatori dell’Italia nel mondo. Voi avete giurato di difendere la Costituzione la quale tutela e valorizza la cultura e le arti ma state votando la loro destrutturazione. Il C. 3-bis e seguenti dell’art.24 colpisce i lavoratori delle Fondazioni con il taglio del contratto di lavoro aziendale in caso di passivo d’esercizio economico, senza che ne siano loro responsabili. Peggio, propone la chiusura in alternativa di mesi di attività, che per un artista è pura follia.  Inoltre si vuole dividere il patrimonio lirico Fondazioni e Teatri lirici, tra ricchi e poveri, tra chi riuscirà a trovare uno sponsor e chi, territorialmente meno fortunato, non ne troverà mai. La cultura è di tutti e tutti dovrebbero goderne nello stesso identico modo su tutto il territorio nazionale.
Ma, “all’italiana”, ancora non si colpisce chi provoca e sottoscrive questo deficit, ovvero i Sovrintendenti e il Consiglio d’Indirizzo delle Fondazioni i quali a loro volta devono sottostare a finanziamenti statali e pubblici inadeguati, altalenanti e incerti. Così non saranno i Sovrintendenti responsabili della chiusura dei Teatri ma voi che avete votato questo provvedimento!!!!
Lo Stato destina lo 0,015% del PIL alla lirica mentre in altri paesi come Francia e Germania si arriva al 1,15%. Vi pongo alcune domande che dovrebbero far riflettere:
Quale sostegno al “privato” si può chiedere se non si ha certezza di esistere sotto la stessa forma giuridica ed economica per il prossimo futuro, come scritto nella norma, “alternativamente”?
Quali contratti di lavoro si applicano, quali artisti si possono scritturare quindi senza finanziamenti?
Quale qualità artistica si può garantire senza tutto ciò?
Quale made in Italu si offrirà al mondo, che conosce la lingua italiana solo grazie alla diffusione dell’opera lirica?
Quali e quanti giovani si affacceranno alla difficile arte della musica con tali prospettive?
Quindi cosa ne sarà dei Conservatori statali e delle scuole d’arte o di danza nel nostro Paese?
Se vi porrete tali domande troverete sicuramente assurda e schizofrenica la normativa che dovrete votare. Vi chiedo di non votarla.
I lavoratori professionisti dei Teatri, musicisti, cantanti, ballerini, sono da considerare come un bene culturale italiano da tutelare al pari di un dipinto di Caravaggio o una scultura di Canova in quanto producono un bene, certo non duraturo perchè immateriale, immediato e irripetibile nel tempo come appunto lo spettacolo “dal vivo”. Essi sono umiliati e ridotti a guitti medioevali da misure draconiane di tagli forzati ai loro stipendi che, voglio ricordarvi, sono fermi dal 2003, ultimo adeguamento contrattuale del settore. Ritengo infine contraddittorio dare respiro economico alla Fondazioni nei comma 1 e 2 mentre dal 3-bis si vogliono rendere inefficienti
Vi chiedo pertanto di rigettare e annullare il comma 3-bis, 3-ter, 3-quater, 3-quinques dell’art.24 del DL 113/2016 agli atti.



E' importante agire velocemente e far girare il più possibile il testo dell'appello per essere inviato da più persone possibili entro breve poiché la discussione sul DL 113/2016 è in corso in questi giorni.

Grazie a tutti!! 

2 commenti:

  1. Evidentemente l'italiano si merita il governo che ha !Quello che sta leggiferandò contro le fondazioni liriche è quel governo che racconta quotidianamente bugie colossali in televisione e sui giornali ,quel governo che ruba ai poveri risparmiatori salvando i parenti banchieri dei nostri ministri! Mentre le maestranze delle fondazioni teatrali sono tranquille in vacanza ,con i propri cari cercando un po' di pace ,i nostri onorevoli e senatori astutamente cercano di eliminare un migliaio di posti di lavoro stabili (qui stiamo parlando di cifre irrisorie a confronto di quanto ha sperperaTo il ministero della difesa con acquisti di aerei da caccia ed armamenti depositati in attesa di intervenire in " guerre sante " promosse dai creatori dell'Isis ), il nostro governo ha calcolato che 14 fondazioni liriche potrebbero mandare in BANCAROTTA l'Italia e quindi eliminare i costi della lirica potrebbe essere un ottimo traguardo per far restare a galla il bel paese . Ho capito bene , tra non molto anche chi ha lavorato da anni con un contratto stabile ,con ferie pagate e serenità economica sarà costretto a cercare lavoretti a cottimo nei periodi di disoccupazione,insomma dopo quasi mezzosecolo anche i più anziani ,professori D'orchestra e artisti del coro,attrezzisti e macchinisti,impiegati di ogni categoria ,dovranno inventarsi un secondo lavoro nei periodi di chiusura delle ex fondazioni liriche!! E qui qualcuno mi esorta a scrivere personalmente agli stessi senatori ed onorevoli che dovrebbero rettificare o correggere queste leggi Anti fondazioni liriche ? Ma una email a questi POLITICI a cosa dovrebbe servire ? A spiegare a questi signori che alcuni loro colleghi stanno preparando un bel funerale alle findazioni liriche italiane ?? Credo che ad agosto anche chi fa politica è al mare o in montagna e dei nostri problemi (sono un artista del coro stabile da 30anni) può fregargline men che meno! SENTITE CONDOGLIANZE A TUTTI

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    1. Certo la strada è già spianata, sono d'accordo con lei, l'ottusità il pensare al proprio orticello, inconsapevoli delle ricadute, hanno portato a questa situazione... ora è tardi per correre ai ripari....Già il governo Berlusconi aveva iniziato ad affossarci, poi il governo Monti, il governo Letta e adesso con molta decisione e imposizione il governo Renzie ci sta portando al declassamento. In tutto questo non abbiamo un contratto nazionale e mai ce l'avremo.... Gran parte delle responsabilità sono dovute dalla poca compatezza sindacale, su questo il governo ci ha giocato e lavorato tanto, indebolendo i sindacati, gli stessi si sono lasciati abbindolare dal sistema contorto, cercando di trovare soluzioni indipendenti, per non cadere nel baratro. Questo ha portato a non tener conto delle problematiche comuni a tutti i Teatri d'Opera, apparentemente si risolvevani problemi momentanei, a discapito di altre realtà. Ognuno ha pensato a mettere in salvo le proprie conquiste, di integrativi non più sostenibili....Il governo su questo è stato lugimirante, tenere distinte le realtà Teatrali, ma se ci pensa tutte o quasi hanno lo stesso problema....essere declassate....

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