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giovedì 7 luglio 2016

Rassegna Stampa - 7 luglio 2016











Il sindaco sul positivo avvio di stagione: «Programmazione studiata mesi fa». Fials e M5S tornano all’attacco, la replica: «Dicono falsità»



Giovedì 7 luglio 2016



VERONA – «Il successo di questo avvio di stagione in Arena? Splendida cosa. Ma non dimentichiamo chi ha programmato la stagione stessa, il che non è certo avvenuto negli ultimi giorni…».



Flavio Tosi legge la raffica di dichiarazioni soddisfatte sul pubblico che ha affollato l’anfiteatro nelle prime serate del Festival. Ma gli sembra di cogliere qualche… dimenticanza. E precisa come stanno le cose dal suo punto di vista.

«Devo ringraziare il commissario Carlo Fuortes – dice il sindaco – per aver concluso le trattative con i sindacati garantendo la continuità del nostro Festival: ma ringrazio anche il Consiglio d’Indirizzo uscente ed il sovrintendente Francesco Girondini per il lavoro da essi svolto. È infatti chiaro ed ovvio, come tutti gli addetti ai lavori sanno perfettamente, che la stagione è frutto di una programmazione che risale a diversi mesi addietro e che l’intera stagione viene pensata e programmata molti ma molti mesi prima che essa abbia inizio».

Ciò detto, lo stesso Tosi non si sottrae ai botta-e-risposta polemici che attorno al futuro della Fondazione lirica sembrano ogni giorno di più salire di tono.

Ieri, ad esempio, sono tornati a scendere in campo sia la Fials, sul versante sindacale, sia il Movimento 5 Stelle e il movimento Possibile (che fa capo a Pippo Civati) su quello politico.

La Fials cita le parole pronunciate l’altro giorno dal sindaco contro «alcuni scellerati sindacati» per ricordare a Tosi che «tale scelleratezza ha portato alla sottoscrizione di un accordo decisamente migliorativo e garantista rispetto al precedente, che era stato bocciato democraticamente dai lavoratori. Un accordo – spiega il sindacato – che seppur con il grave sacrificio di 2 mesi in meno di stipendio allontana definitivamente la liquidazione coatta da lui richiesta».

Dal mondo politico, l’onorevole Mattia Fantinati (M5S) tuona che il sindaco «difende senza se e senza ma, l’operato del Ministro Franceschini e la nomina del commissario Fuortes, tralasciando il fatto che se siamo arrivati a questo punto è soprattutto colpa sua. Chi – aggiunge – ha sempre appoggiato Girondini? Tosi. Ma in quattro anni Girondini ha accumulato 32 milioni di debiti e Tosi non ha mosso un dito. Da ultimo, – conclude il deputato M5S – non sapendo più che pesci prendere, ha deciso di salire sul carro del vincitore sostenendo ogni scelta del ministro Franceschini; ma ora che quasi tutti i partiti indicano la strada della privatizzazione, occorre riflettere, perché non vorrei mai che il marchio venisse acquistato da qualche multinazionale araba o cinese, invece di restare di proprietà della città».

Dal movimento Possibile (che fa capo a Pippo Civati) arriva invece la richiesta al ministro Franceschini di prorogare il commissariamento. Secondo i comitati veronesi di Possibile, infatti, «in caso contrario, a settembre, gli uomini che hanno contribuito al dissesto torneranno in carica».

A tutti (Fials, M5S e Possibile) arriva in serata la replica del sindaco.

«La Fials – sostiene Tosi – quando afferma che per i lavoratori l’alternativa sarebbe stata tra l’accordo proposto dal Commissario e la liquidazione richiesta dal Consiglio d’Indirizzo dice una falsità, dando un’ulteriore dimostrazione di malafede. Il Consiglio – spiega Tosi – aveva infatti chiesto ai lavoratori di accettare un ottimo accordo (a detta anche del Commissario), mentre la Fials, supportata in parte da un’altra sigla sindacale, ha condotto una battaglia politica di puro stampo grillino, giocando sulla pelle dei lavoratori, ingannandoli e illudendoli con false prospettive. E tutti si sono poi resi conto che l’accordo bocciato ascoltando le sirene grilline era molto meno pesante di quello poi siglato con il dottor Fuortes».

All’onorevole Fantinati (che secondo il sindaco «mistifica la realtà e le cifre, inventandosi 32 milioni di debiti quando in realtà sono 24, 17 dei quali ereditati dalle gestioni Orazi/Zanotto» e ai civatiani scaligeri, Tosi ribatte che «Girondini era riuscito a mantenere in equilibrio il bilancio per 6 anni, mentre le perdite si sono registrate solo negli ultimi 2 anni a causa di mancati contributi di Stato, Provincia e Regione per una cifra superiore ai 7 milioni di euro, proprio la cifra che si aggiunge ai diciassette milioni di debiti ereditati». (Lillo Aldegheri)

Corriere del Veneto - giovedì 7 luglio 2016

VERONA - Ho letto, con stupore, la lettera a me indirizzata dalle Organizzazioni sindacali della Fondazione Arena di Verona, con la quale si manifestano preoccupazioni e si sollecitano chiarimenti in merito a delle ricerche che sono state chieste a questo Ateneo mirate ad approfondire alcuni aspetti rilevanti relativi al bacino d’utenza e alla diffusione del marchio «Arena» tra il pubblico nazionale e internazionale. Nella stessa lettera viene fatto presente che già esiste una Fondazione lirico-sinfonica che svolgerebbe gli stessi compiti. Al riguardo, non posso che precisare che questo Ateneo, nei limiti in cui al proprio interno vi siano le competenze tecnico-scientifiche, ha sempre collaborato e sempre collaborerà con qualsiasi soggetto che chieda approfondimenti su specifici temi. Nel linguaggio usato dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, si tratta della cosiddetta «terza missione» (le prime due essendo la ricerca e la didattica) che gli atenei sono chiamati a svolgere per mettere a disposizione le loro conoscenze al servizio del Paese. Aggiungo che l’idea che vi possano essere, in qualsiasi campo, dei soggetti a cui verrebbe conferito il monopolio delle analisi e delle valutazioni crea in me un certo allarme e molto sconcerto. La pluralità dei soggetti valutanti, qualora ci siano appunto le competenze professionali accreditate, è un principio elementare (e irrinunciabile!) della democrazia. (Nicola Sartor, Rettore dell’Università di Verona)

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