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sabato 23 luglio 2016

Rassegna Stampa - L'Arena 23 luglio 2016





Il commissario in un intervista a "L'Opera"
«Da luglio incarico finito»
Civati: «Un commissario alla guida fino al 2017»

sabato 23 .07. 2016 CRONACA, p. 17

Ancora un commissario per la Fondazione Arena, fino alle elezioni amministrative 2017. «Chi ha contribuito al dissesto non può tornare a guidarla». Lo dice Pippo Civati, deputato di Possibile, commentando l'intervista sul mensile L'Opera, in edicola, a Carlo Fuortes, commissario della Fondazione Arena. Fuortes - anche sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma - dice: «Il mio impegno termina formalmente dopo sei mesi dalla nomina ossia a settembre, alla fine dell'estate. Dall'1 luglio considero portato a termine l'incarico affidatomi dal ministro. Gestire due teatri nello stesso Paese è sbagliato e non avrebbe senso». «Vogliamo un successore competente, possibilmente con poteri almeno inizialmente commissariali», precisa Civati. «Nel 2017 saranno così i veronesi a decidere a chi vogliono affidare l'Arena».

Civati fa riferimento a passaggi in cui Fuortes parlando dell'Arena dice: «È un teatro unico al mondo, ha un valore di avviamento incredibile. Avere recite con 12mila spettatori e farne 800mila di incasso. È una ricchezza talmente grande che è impossibile da ricostruire. Sarebbe stato folle distruggerla». Fuortes parla di un debito della Fondazione «che oggi è di 18 milioni». Giudica «molto positivamente il rapporto che ho avuto con lavoratori e sindacati», e ribadisce la chiusura a ottobre e novembre del Filarmonico. Ma sottolinea che «Verona e la collettività godono di benefici enormi dall'Arena, ma non restituiscono molto alla Fondazione. I finanziamenti privati sono modesti». Possibile conclude: «La gestione ante-Fuortes, con in testa Tosi, è passata dalla minaccia di messa in liquidazione della Fondazione al congratularsi con essa per il buon inizio della stagione...a guida Fuortes. Passando per l'idea di "regalare" l'Arena a privati. L'Arena e Verona non hanno bisogno di questa confusione».


ROTTA (PD). «Il decreto enti locali, votato dalla Camera e ora approdato al Senato, rafforza e dà sicurezze al processo di risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche introdotto dalla legge Bray, come per Verona», dice Alessia Rotta, deputata del Pd. «Si semplificano i criteri, introducendo il parametro di equilibrio economico al posto dell'equilibrio strutturale. Questo vuol dire che le fondazioni saranno premiate per i loro progressi nel corso dei singoli anni. Più semplice regolare le pendenze col fisco derogando dalla legislazione fallimentare, si regola in più chiara l'organizzazione post-risanamento, dopo il 2018. Inoltre le misure di contenimento spesa, come il taglio delle missioni o la misura sul personale a contratto, stabilite dalla legge nazionale, attribuiscono responsabilità definite nelle situazioni locali, dove era stata grande la confusione di ruoli».E.G.

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