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sabato 2 luglio 2016

Rassegna Stampa - 2 luglio 2016


Arena privatizzata, sigle in pressing «Fuortes dica pubblicamente di no»

I sindacati: aspettiamo un segnale dal commissario, per il buon prosieguo del Festival

sabato 2 luglio 2016

VERONA Sindacati al contrattacco su tutti i fronti, per bloccare il progetto di privatizzazione presentato dall’industriale Giuseppe Manni e dagli avvocati Lamberto Lambertini e Giovanni Maccagnani.

Ritrovata l’unità interna, Cgil, Cil, Uil e Fials hanno chiesto incontri su questo tema al ministro Dario Franceschini, al Rettore dell’Università di Verona e al Commissario della Fondazione lirica, Carlo Fuortes e a tutte le forze politiche, nonché (ma solo sul tema della salvaguardia del balletto areniano) all’assessore regionale alla Cultura, Cristiano Corazzari.

Le lamentele dei quattro sindacati variano nelle sfumature, ma la sostanza è identica: la privatizzazione della Fondazione lirica non s’ha da fare, e il fatto che quell’ipotesi continui a circolare «sta generando forti tensioni in tutti i settori». Ragion per cui, meglio dire chiaramente che quel progetto non si farà, «per il buon proseguimento della stagione areniana». E a buon intenditor…

L’altra sera, all’interno dell’anfiteatro, i sindacalisti hanno parlato con diversi lavoratori. E hanno poi deciso il contrattacco. Verrà chiesto quindi un incontro con le forze politiche cittadine. E il 7 luglio, a Venezia, è fissato il colloquio con l’assessore Corazzari, che si era detto disponibile a parlare di un corpo di ballo assieme alle Fondazioni di Venezia e Trieste, salvando il posto di lavoro dei ballerini veronesi.

Ma il nodo centrale è appunto il progetto Manni-Lambertini-Maccagnani di privatizzazione dell’Arena. Al ministro Franceschini, i sindacati chiedono di essere ricevuti per parlare dei «criteri per una prossima struttura di direzione e gestione della Fondazione, al termine del mandato del Commissario». Mandato che scade il 30 settembre.

Al Rettore dell’Università, Nicola Sartor, è arrivata invece una lettera dai toni più netti. I sindacati gli ricordano che “l’Università di Verona «ha ricevuto l’incarico di svolgere una ricerca per conto di una costituenda società per la gestione del Festival areniano, a mezzo dei signori Maccagnani, Manni e Lambertini».

Ed ecco il veto: «A Verona – scrivono i sindacati - esiste già una Fondazione lirico-sinfonica con tradizione ultracentenaria, e sarebbe interessante che il Rettore illustrasse gli scopi della partecipazione dell’Ateneo alla nuova iniziativa».

Ancora più esplicita la lettera al Commissario Fuortes. In essa, Cgil, Cil, Uil e Fials partono dalle «insistite dichiarazioni circa i progetti di privatizzazione» che hanno creato «forte disagio e disorientamento dei lavoratori». Di qui la richiesta a Fuortes per una sua «opportuna autorevole presa di posizione pubblica, a fronte di queste continue minacce sulla privatizzazione».


La lettera sembra ipotizzare anche la reazione se questo intervento non arrivasse. I sindacati scrivono infatti che «il ripristino di un clima sereno tra i lavoratori che anche la vostra presa di posizione contribuirebbe a raggiungere, è più che mai necessario per il buon proseguimento della stagione areniana». A scanso di equivoci, infine, a Fuortes è stata inviata, una seconda missiva in cui si chiede un incontro urgente, manifestando di nuovo «lo sconcerto e il crescente stato di agitazione alimentato dalle dichiarazioni che esterna il sindaco e, ancor più, dal continuo venir meno degli impegni economici messi in discussione da Comune, Camera di Commercio, e, temiamo di conseguenza, dalla stessa Agsm. La combinazione di queste situazioni – concludono i quattro sindacati - con il perdurare di una campagna di pressione circa il progetto di privatizzazione, stanno generando forti tensioni in tutti i settori da noi rappresentati».
Lillo Aldegheri

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