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venerdì 1 luglio 2016

"LETTERA APERTA ALLA CITTA' " Comitato Opera Nostra - da Verona News



Lettera Aperta alla città
Comitato Opera Nostra
Fondazione Arena Bene Comune

30 giugno 2016

Cari Veronesi, operatori economici, albergatori, commercianti, continuano a comparire sui giornali locali articoli con esternazioni del sindaco, nonché Presidente della Fondazione Arena, e di altri personaggi a lui collegati, con dichiarazioni pericolosissime (la lirica non tira più, il ballo non ha più senso, etc) contro l’integrità e la salvaguardia di una fondazione lirica più che centenaria, unica al mondo, come dichiarato pubblicamente dal Commissario Fuortes, che sta dimostrando a tutti noi e voi, al mondo intero che la Fondazione Arena non è morta: i suoi lavoratori, che hanno dimostrato in questi mesi una tenacia fuori dal comune, resistendo alle provocazioni e agli attacchi di chi lavora contro, con la loro professionalità e la loro passione possono farla rivivere, far risorgere e riportare ai vecchi lustri una realtà culturale che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo.

Purtroppo questa affermazione che il Corpo di Ballo non ha più senso, ha lasciato il suo segno, il Commissario Fuortes ha previsto la cessazione di tale settore artistico entro l’anno. Ricordiamo tutti, almeno molti di noi, i fasti dei grandi balletti in arena, i pienoni in anfiteatro e al Teatro Romano, il Teatro Filarmonico che si riempie tutt’ora quando ci sono i balletti, c’è infatti un pubblico affezionato che rimpiange tali grandi rappresentazioni, con costi minimi di produzione ci potrebbe essere una grande resa, senza contare che il conseguente minor apporto di FUS porterebbe un ulteriore danno economico alla Fondazione.

C’è un manipolo di fautori della privatizzazione che vogliono impadronirsi di questa gallina dalle uova d’ oro, vi vogliono far credere che sarebbero in grado di “sfruttarla” e di farla fruttare meglio di quella organizzazione già esistente che è composta da meno di 300 lavoratori stabili, una “squadra” stabile, una vera e propria macchina da guerra, che si “allena” tutto l’anno al Teatro Filarmonico e in Arena, che con l’affiancamento indispensabile di altre centinaia di lavoratori durante la stagione areniana, forti di un’ esperienza acquisita negli anni, riescono insieme a far rivivere la magia che avete potuto riscontrare in questi giorni: riempire l’anfiteatro di turisti così entusiasti di partecipare alle rappresentazioni liriche, al costo di rimanere in code interminabili per ore sotto il sole, o sotto la pioggia come è successo alla prima dell’Aida. Provate a spiegare loro che c’è qualcuno a Verona che vuole chiudere la Fondazione Arena, che è convinto di fare meglio e di più, che vuole trasformare la realtà vincente attuale in qualcos’ altro, di non meglio identificato, una SPA?!?, con la collaborazione inspiegabile, ingiustificabile e paradossale (?) di una struttura pubblica e culturale veronese quale l’Università di Verona. E’ come se qualcuno vi dicesse che la nostra squadra di calcio nazionale, che molto bene ci sta rappresentando in questi mondiali, raffazzonata con calciatori improvvisati, assoldati un mese prima delle partite, con allenamenti insufficienti, potrebbe ambire agli ottimi risultati che stanno ottenendo. Per analogia sarebbe come dire che basta lavorare pochi mesi all’anno per garantire un indotto di 400 / 500 milioni alla città. Qualcuno sta lavorando contro la Fondazione, contro la città forse per i propri interessi personali? La Fondazione Arena è un bene pubblico, di tutti noi veronesi, meglio di tutti noi italiani perché l’indotto a livello locale garantisce di conseguenza un indotto pure a livello nazionale, con un contributo enorme sulle tasse che giungono allo Stato.

In questo periodo ci sono stati dei concerti extra lirica in Arena con dei pienoni incredibili. Facciamo un confronto serio e reale sulla differenza di indotto che ha apportato? Molti commercianti del Centro ci hanno tenuto a dire che in quei giorni hanno venduto anche meno del solito, i Veronesi evitano il Centro quando ci sono assembramenti, per non parlare degli alberghi, questi sono concerti da toccata e fuga. Niente in contrario ai concerti e alle manifestazioni, si evidenzia però che inframmezzati come sono negli spazi della lirica sottraggono tempi indispensabili per le prove, come sta accadendo da anni. Per il bene della città e della sua economia sarebbe preferibile concentrarli al di fuori della stagione lirica.


Fermiamoli prima che sia troppo tardi, difendiamo il nostro bene comune, la stagione areniana non si può improvvisare, come non si può improvvisare una squadra vincente! Dimostriamo al Commissario Fuortes che non è vero che i Veronesi non apprezzano questa preziosa realtà, e che sono disposti a difenderla!

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