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domenica 31 luglio 2016

Dai Vvox.it arriva la conferma della cancellazione della stagioneinvernale di balletto a Verona e quindi la MORTE del Corpo di Ballodella Fondazione - anteprima della programmazione al T. Filarmonico

Ancor prima delle conferme che dovrebbero arrivare con la consegna il 2 agosto ai sindacati della documentazione del Piano industriale presentato al Ministero per l'ingresso in Bray da parte del Commissario Fuortes per la Fondazione Arena, dal quotidiano di informazione su internet Vvox con la presentazione  in anteprima della prossima stagione della Fondazione Arena al Filarmonico giunge la certezza del fatto che per i ballerini della Fondazione Lirica veronese ormai non rimangano più molte speranza.

La programmazione che ai lavoratori sarebbe stata resa nota solo il 10 settembre, terminata quindi la Stagione d'Opera in Arena ed al sicuro da eventuali azioni di protesta durante la stagione estiva, porta la firma dell'ex Direttore Artistico Gavazzeni, il quale decaduto per effetto del commissariamento e stato riassunto in qualità di consulente della Direzione Artistica fino alla fine del mandato di Fuortes del 15 ottobre. Per la prossima stagione invernale della Fondazione Arena che partirà il 13 dicembre, dopo lo stop imposto per i due mesi di ottobre e novembre dal piano di risanamento economico firmato da Fuortes, sarà prevista esclusivamente la rappresentazione di titoli d'opera e sinfonico, eliminando completamente la stagione di balletto.

Ricordiamo come il Teatro rinunci alla programmazione di balletto pur potendo contare nel proprio organico di ben 22 ballerini stabili. Quali saranno le sorti dei lavoratori e delle loro famiglie non è ancora ben chiaro.

Riportiamo di seguito l'articolo da Vvox.it



Arena, anteprima della stagione: si parte con Puccini
Vvox é in grado di anticipare gli appuntamenti principali del programma al Filarmonico: repertorio "prudente" e tradizionale

di Cesare Galla - 29 luglio 2016


Sarà “Turandot” di Giacomo Puccini, nella produzione del teatro sloveno di Maribor, lo spettacolo inaugurale della stagione d’opera al Filarmonico di Verona. Sipario, come da recente tradizione, la sera di Santa Lucia, il 13 dicembre. Quella sarà anche la riapertura del teatro dopo la “serrata” di ottobre e novembre, fulcro del durissimo piano di ristrutturazione messo a punto dal commissario straordinario della Fondazione Arena, Carlo Fuortes.


Nonostante la crisi, sarà una stagione ricca, che Vvox è in grado anticipare nei suoi elementi principali. Sei le opere, dato che non si prevedono più gli spettacoli di danza che erano parte integrante (e seguita) della rassegna, inevitabile conseguenza della smobilitazione del corpo di ballo. I titoli del programma messo a punto dal direttore artistico Paolo Gavazzeni comprendono anche “I Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo, “Norma” e “I Capuleti e i Montecchi” di Bellini, “Tosca” di Puccini e “Il viaggio a Reims” di Rossini.

Una nuova produzione è prevista per questa straordinaria Cantata scenica di Gioachino Rossini, scritta nel 1825 per l’incoronazione del re Carlo X in Francia e riesumata nella sua interezza solo nel 1984 al Festival di Pesaro: la regia sarà di Pier Francesco Maestrini, cartoon e proiezioni animate a cura di Joshua Held, già protagonista di una riuscitissima edizione del “Barbiere di Siviglia” vista al Filarmonico nell’aprile 2015. Opera in versione “graphic novel”, insomma: innovativa ma capace di parlare a ogni tipo di pubblico.

Repertorio “prudente”, in ogni caso. Dominano i titoli popolari (e gli allestimenti sostanzialmente tradizionali). Quelli che lo sono meno (le opere di Bellini e Rossini) sono comunque legati alla grande tradizione italiana del primo Ottocento, che esalta la vocalità spesso in chiave virtuosistica. Molto importanti saranno quindi le scelte dei cast. In parallelo, Gavazzeni – che si è visto prolungare l’incarico di consulente artistico in “sincrono” con la durata dell’incarico del commissario Fuortes, e rimarrà dunque operativo fino alle metà del prossimo ottobre – sta mettendo a fuoco anche la stagione sinfonica, che dovrebbe consistere di nove concerti, ciascuno in doppia replica.

A conti fatti, la stagione invernale dovrebbe articolarsi in 42 alzate di sipario (quattro repliche per ogni opera più i concerti). Praticamente, come se nulla fosse accaduto. E questo è indubbiamente un bel segnale, nonostante i numerosi elementi di incertezza e di preoccupazione, sul fronte “interno” veronese come su quello nazionale.

Un segnale che corrisponde del resto alle affermazioni di principio di Fuortes nella relazione al bilancio 2015, molto attente a sottolineare l’importanza irrinunciabile dell’attività al Filarmonico. Il documento contabile e i suoi allegati sono ora finalmente a disposizione anche sul sito di Fondazione Arena, dopo che una decina di giorni fa Vvox li aveva resi pubblici in anteprima.

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