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venerdì 22 luglio 2016

ANSA Fondazioni Liriche - 19 luglio 2016:

Sole, serve prospettiva più solida
Commissario in audizione Camera;
Cutaia, intervengano territori

di Daniela Giammusso - ANSA - ROMA, 19 luglio 2016

Alle Fondazioni lirico sinfoniche oggi serve ''una prospettiva più solida, che vada oltre il debito consolidato'', un ''equilibrio strutturale'' e la ''responsabilizzazione di tutto il territorio''. L'appello arriva dal Commissario straordinario Gianluca Sole, chiamato oggi in audizione informale alla Commissione cultura alla Camera insieme al Direttore Generale dello Spettacolo dal vivo Ninni Cutaia per raccontare lo stato dell'arte a due mesi dal suo insediamento.

E il panorama trovato nei 14 enti lirici, racconta Sole, è purtroppo quello di un ''generale disallineamento rispetto alle previsioni dei piani. Siamo in una fase convulsa di chiusura'' delle procedure necessarie ''per alcune Fondazioni - dice - Come per il Massimo di Palermo'' il cui iter si era fermato ''all'erogazione dei finanziamenti. O per il Maggio Fiorentino, al quale rimane da ricevere solo una piccola tranche''.

Ben più complessa è invece la situazione di Bari e Genova, dove ''ancora non si era sottoscritto il contratto di finanziamento con il Mef''. A Bari, spiega Sole, dopo la sentenza del Tribunale ''si ritrovano con doppia orchestra e doppio coro. Un reintegro di 180 persone che di per se' determinerebbe il fallimento. Forse bisognerebbe prevedere un fondo.

Abbiamo chiesto come quell'impatto possa venire assorbito. A Genova invece - dice - c'è un problema di forte debito. Abbiamo fatto un passaggio importante con il Tribunale fallimentare'' nel tentativo che ''il finanziamento dei 13 milioni previsti vada a chiudere le pendenze. Altro però - sottolinea - è la gestione ordinaria''.

L'impegno massimo oggi, prosegue il Commissario, ''è far sì che, pur mantenendo il principio del pareggio di bilancio, i piani siano sostenibili fino al 2018. Invece ci sono perdite d'esercizio che superano di 6 milioni le previsioni. E flussi di cassa incapaci di onorare i pagamenti a fornitori, artisti, erario e banche. La causa è soprattutto nel ritardo degli enti soci, con crediti da parte delle Fondazioni che a volte superano il 40% dei ricavi''.

Ma c'è anche il personale, voce che da sola può occupare ''il 70% dei costi''. E se ''la legge Bray ha solo trasformato un debito a breve in un debito a lungo periodo - spiega - stabilire in quale momento si è superato il limite diventa delicato. E l'indebitamento nelle more cresce. Negli incontri con i Soprintendenti abbiamo chiesto di verificare la capacità di tenuta dei piani, perché numeri così ristretti non finiscano per provocare altre perdite''. E perché il rischio, banalmente, è che ''scattino procedimenti fallimentari per insolvenza''.

L'appello però è anche ai territori, dove Dice Cutaia, ''gli organismi finanziati da Fus e da locali sono molti. Vedere cosa si può mettere insieme è una strada''. Un'altra è che ''se un ente lirico è ritenuto importante, allora il territorio se ne può far carico, non dico quanto lo Stato (che eroga ''184 milioni circa per 14 Fondazioni''), ma avvicinandosi. Oggi invece il rapporto è 10 a 1''. E' il caso ''ad esempio di Verona'', concorda Sole, perché se su un piano di 17 milioni ne sono disponibili 10 ''i dati dell'indotto suggeriscono di coinvolgere chi ha vantaggi dalla stagione del teatro, dagli esercenti alle associazioni di categoria''. (ANSA).

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