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giovedì 30 giugno 2016

Rassegna Stampa - 30 giugno 2016


FRA CRISI E BILANCI. Oggi in commissione e Consiglio il voto sullo stanziamento da parte di Palazzo Barbieri, ma l'opposizione punta al rilancio

Lirica, è già scontro sui contributi del Comune

Si paga un milione e mezzo. Il Pd: «No, versare i tre milioni come stabilito dalla Giunta per il 2015-16»

giovedì 30 .06. 2016 CRONACA, p. 20

Mentre il commissario della Fondazione Arena Carlo Fuortes attende dal ministero dei Beni culturali la valutazione sul suo piano di risanamento per accedere ai contributi della Legge Bray - attende anche soldi visto il debito di 24 milioni da estinguere, in tre anni - scoppia la polemica sui contributi comunali alla Fondazione Arena. Come L'Arena ha scritto ieri - fornendo i dati del bilancio consuntivo 2015 della Fondazione Arena, in passivo di un milione 290mila euro - l'Amministrazione comunale intende stanziare un milione e mezzo, per il 2015. È la metà di quanto ha previsto, tre milioni, comprendendo anche il 2016.

Oggi la delibera sul milione e mezzo per il 2015 verrà votata in commissione e poi in Consiglio comunale. Questi soldi serviranno per fare andare in attivo il bilancio dell'anno scorso di 100mila euro. Il Pd, però, con i consiglieri Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti, chiede che lo stanziamento comprenda anche il milione e mezzo per il 2016: quindi tre milioni.«Nella decisione di giunta dell'8 marzo 2016 l'amministrazione comunale disponeva infatti di stanziare per i bisogni della Fondazione Arena "fino a tre milioni di euro" salvo adesso tirare il freno a mano con la proposta di deliberazione che andrà in Consiglio domani dove troviamo un contributo di soli 1,5 milioni che andranno sul bilancio 2016.

L'immobilismo della gestione Tosi-Girondini ha fatto pure saltare il contributo straordinario di 1,5 milioni della Camera di Commercio», dicono, «in quanto vincolato all'attuazione del piano industriale stilato dalla società Kpmg rimasto però lettera morta. Occorre comunque osservare che la Camera di Commercio non ha deliberato nemmeno il contributo ordinario di 500mila euro». Fuortes - precisano i consiglieri del Pd - «che ha firmato il bilancio 2015 ha ritenuto in via prudenziale di non inserire parte del Fus pure riconosciuta alla Fondazione a seguito del famoso ricorso al Tar. Quanto all'anticipo del Fus 2016, esso deve essere finito direttamente nelle casse delle banche creditrici verso le quali l'esposizione della Fondazione Arena è infatti diminuita del 50% passando dai 16 agli 8 milioni. In compenso sono aumentati da 11,4 milioni a 13,6 milioni i debiti verso i fornitori. A oggi la Fondazione Arena paga a 224 giorni, 54 giorni in più del 2014».

FINANZA COMUNALE. Intanto, su proposta dell'assessore alle finanze Pierluigi Paloschi, la Giunta ha deciso di affidare un mandato esplorativo a uno studio legale per verificare la possibilità di riacquistare il prestito obbligazionario di 256 milioni, contratto nel 2006 dall'Amministrazione Zanotto (vicenda "derivati"). «Il Comune intende accertare se, stante le attuali condizioni del mercato finanziario», spiega Paloschi, «esiste un interesse a riacquistare anticipatamente il prestito obbligazionario che scadrebbe nel 2026, per il quale viene pagato un interesse fissato al 3,40 per cento, per un valore di circa 4 milioni all’anno





Fondazione Arena, la perdita è di 1,39 milioni. Il Comune ripiana ma nicchia per il futuro

Oggi voto in consiglio. Venturi (Agsm): «Abbiamo dato ma nessuno ci ringrazia»

giovedì 30 .06. 2016

VERONA Lascia o raddoppia? Mentre il commissario straordinario Carlo Fuortes ha inviato proprio ieri a Roma (con una mail di posta certificata) la richiesta ufficiale di adesione alla legge Bray, questo pomeriggio, a palazzo Barbieri, si discuterà la delibera che stanzia un contributo di un milione e mezzo, deciso dalla giunta Tosi per coprire la perdita del 2015, che è di un milione e 390 mila euro. Due ore prima però, in commissione, si esaminerà la proposta di Michele Bertucco (Pd) di raddoppiare quella cifra, portandola a tre milioni.

La sensazione è che la richiesta del Pd sarà respinta. E che i «rubinetti» di palazzo Barbieri siano destinati a rimanere più «chiusi» rispetto al passato. In effetti, il 4 marzo scorso, il Comune aveva stanziato «fino a tre milioni di contributo straordinario per chiudere in pareggio i bilanci areniani». Poi però, la Fondazione aveva vinto la causa davanti al Tar per ottenere più soldi dal ministeriale Fondo unico per lo spettacolo. E la giunta aveva subito frenato, spiegando che, vista la novità, parte di quei 3 milioni sarebbero stati destinati ad altri scopi. Già nei mesi scorsi, il sindaco aveva ammonito che «la manna dal cielo dei contributi straordinari non può andare avanti per sempre». Nel frattempo non è arrivato il contributo della Camera di commercio («saltato – dice Bertucco - in quanto vincolato all’attuazione del piano industriale di Kpmg rimasto lettera morta»). Ci sono invece i 3,5 milioni di Agsm, ma giusto ieri (altro segnale da non sottovalutare) il presidente Fabio Venturi ha lamentato una scarsa gratitudine nei confronti dello sponsor principale e più munifico, con 7,5 milioni di contributi stanziati per il triennio. «Ci ha sorpreso che la città non abbia apprezzato più di tanto il nostro sforzo, a questo punto i soldi per il futuro non sono scontati», ha tuonato Venturi.


Il milione e mezzo di contributo comunale che verrà approvato oggi, servirà comunque a sanare il buco del 2015. Per il 2016 «si vedrà quando sarà il momento» ha anticipato l’assessore Paloschi. Il Pd intanto protesta, ricordando ancora con Bertucco che «il bilancio 2015 della Fondazione chiude con costi in significativa contrazione (-1 milione solo per il costo del lavoro), ma con la mancanza di contribuzione da parte dei soci, Comune in testa. Il commissario – aggiunge - ha ritenuto in via prudenziale di non inserirvi la parte del Fus riconosciuta col ricorso al Tar. Quanto all’anticipo del Fus 2016, deve essere finito nelle casse delle banche verso le quali l’esposizione è diminuita del 50% passando da 16 ad 8 milioni. Ma sono aumentati da 11,4 a 13,6 milioni i debiti verso i fornitori. E la Fondazione paga a 224 giorni, 54 in più del 2014. È inconcepibile che il Comune non si assuma la responsabilità di un passaggio così delicato e per questo chiediamo di destinare alla Fondazione 3 milioni». L.A.  

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