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mercoledì 29 giugno 2016

Rassegna Stampa - 29 giugno 2016



FONDAZIONE ARENA. Il commissario ha depositato al ministero dei Beni culturali il piano per accedere alla legge Bray

Lirica, Fuortes a caccia di soldi
Il Comune dà un milione mezzo

Enrico Giardini

Il debito con banche e fornitori è di 24 milioni, serve liquidità per l'attività. Palazzo Barbieri approverà un finanziamento per far chiudere in attivo il bilancio

mercoledì 29 .06.2016 CRONACA, p. 14

A caccia di soldi da Roma per risanare la Fondazione Arena, nell'arco di un triennio. Partito con il botto il 94° Festival lirico in Arena - tutto esaurito alla prima di venerdì scorso, con Carmen, e sabato con Aida; domani sera ancora Aida - è questa la missione del commissario Carlo Fuortes. Il quale ha depositato al ministero dei Beni culturali il suo piano per accedere ai contributi della Legge Bray per la fondazioni lirico-sinfoniche in crisi. Il termine entro cui depositarlo sarebbe domani.La Bray dà la possibilità di rinegoziare i mutui con le banche grazie alla Cassa depositi e prestiti, a un tasso dello 0,50 per cento, per 30 anni. Il debito con banche e fornitori è di 24 milioni e il piano prevede fra l'altro tagli di quattro milioni di spese del personale (due mesi di lavoro in meno, per i quasi trecento lavoratori, e via il corpo di ballo). Ma servono anche soldi freschi, perché l'attività della Fondazione costa. E questo sarà il più grande punto di domanda. Arriveranno subito, questi soldi? Il ministero, guidato da Dario Franceschini, del Pd, e anche i revisori dei conti dovranno esprimersi sulla cura d'urto prevista da Fuortes. Ma in ogni caso, quando questa partirà, ci vorranno i soldi.

IL BILANCIO 2015. E proprio gli aspetti economici della Fondazione Arena saranno al centro della commissione consiliare che si terrà questa settimana per approvare la delibera sul finanziamento che il Comune darà alla Fondazione Arena (di cui è socio, insieme al ministero dei Beni culturali, alla Camera di Commercio e alla Regione) per gli anni 2015 e 2016. Sono tre milioni, in due anni. Per il momento il Comune assegnerà la tranche di un milione e mezzo, per il 2015. In questo modo, in bilancio 2015 della Fondazione Arena andrà in attivo di poco più di centomila euro. Al momento, infatti, la perdita di esercizio nel 2015, per la Fondazione lirico-sinfonica, è di un milione 390mila euro.Dal documento di bilancio 2015 risultano ricavi delle vendite di biglietti e delle prestazioni di 22 milioni 264mila euro, a cui si aggiungono altri ricavi e proventi per 23 milioni 604mila euro. Il valore della produzione è dunque di 45 milioni 869mila euro.Alla voce «costi della produzione» si registrano 637mila euro per materie prime e merci, altri 14,8 milioni di costi per servizi, per godimento di beni di terzi due milioni 131mila euro e 24 milioni 394mila euro di costi del personale, più due milioni per ammortamenti e svalutazioni, altri 1,3 per accantonamenti; oneri diversi di gestione 547mila euro. Costi della produzione, dunque, di 45 milioni 928mila euro. Proventi e oneri finanziari di 896mila euro. Imposte correnti di 435mila euro. 


GIORLO (TUTTOCAMBIA) E CIVATI (POSSIBILE)

«NELL'APPREZZARE lo sforzo di Fuortes e stigmatizzando i rilevanti sacrifici chiesti ai lavoratori, esortiamo le forze politiche a sollecitare al ministro la conferma della gestione commissariale con anche un nuovo commissario per gestire l'ordinaria attività della Fondazione Arena, per evitare che la decisione per un nuovo Cdi e per l'indicazione di un nuovo sovrintendente torni nelle mani di Tosi e Girondini». Lo chiede Tutto Cambia, che candida a sindaco l'ex assessore Marco Giorlo. E Pippo Civati, deputato di Possibile, è contro il progetto di Arena Lirica di Giuseppe Manni, Giovanni Maccagnani e Lamberto Lambertini, presentato a Franceschini. «Il ministro avrebbe "molto apprezzato" questo progetto di privatizzazione. Gli chiedo un chiarimento. Non possiamo lasciar mettere le mani di privati sulla cultura». (e.g.)

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