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martedì 28 giugno 2016

Rassegna Stampa - 28 giugno 2016



Arena, ok le prime
«Ma il progetto Lirica spa va avanti»
Manni: i problemi non sono risolti
 Martedì 28 .06. 2016
VERONA Superate bene le prime di Carmen e Aida, in Fondazione Arena si ricomincia a guardare al futuro, anche quello prossimo. Entro giovedì, il commissario Carlo Fuortes deve consegnare al Ministero della Cultura la richiesta di accesso alla legge Bray. I colloqui con il Ministero, seppur informali, ci sono già stati nei giorni scorsi, mentre la richiesta, corredata di tutti i documenti, potrebbe già essere presentata oggi.
L’accesso ai benefici concessi dalla Bray, compresa la possibilità di attingere al fondo da 10 milioni di euro con i quali abbattere i 24 milioni di debiti di cui oggi la Fondazione è gravata, non esclude tuttavia, i progetti alternativi di riequilibrio dei conti. Primo fra tutti, il progetto Arena spa, elaborato dall’imprenditore Giuseppe Manni e dagli avvocati Giovanni Maccagnani e Lamberto Lambertini: «La nostra iniziativa va avanti – conferma Manni – perché il problema rimane sempre lo stesso, cioè la sostenibilità dei conti della Fondazione nel tempo. Il commissario Fuortes ha dimostrato capacità nell’ottenere il risultato del pareggio di bilancio, ma negli anni prossimi il problema potrebbe ripresentarsi».
E allora che fare? I tre professionisti hanno, quindi, elaborato un modello più efficiente di gestione del teatro che, in sintesi, preveda una conduzione più privatistica della Fondazione, minori costi e un’attività artistica che, nei primi tre anni di vita di Arena spa, si concentri solo nei mesi estivi. «D’altro canto – sottolinea Manni – Fondazione Arena è l’unica fondazione lirico sinfonica che con due mesi di attività deve sostenere i conti di un anno intero. Quindi, per ripartire e ristorare i creditori il progetto prevede, per tre anni, di concentrare la produzione artistica sul festival lirico: si rimettono i conti in ordine e si riparte».Tra l’altro il progetto è affiancato da una ricerca, affidata all’Università di Verona, che vuole registrare e analizzare le impressioni di chi l’Arena la frequenta: spettatori, tour operator, melomani. I risultati saranno resi noti a settembre, ma alcune tendenze cominciano ad emergere. «Il problema delle scenografie, ad esempio – anticipa Manni – che dovrebbero essere più immateriali per abbreviare i tempi dei cambi scena, per poter essere riutilizzate in altri teatri».
Ovviamente, il progetto elaborato si sta affinando, ma applicarlo non competerà ai tre proponenti. «Lo abbiamo presentato alle autorità, al ministro Dario Franceschini che lo ha molto apprezzato: la chiusura di due mesi del teatro è un primo risultato, ispirato alla nostra analisi».

2 commenti:

  1. State certi che il trio lessato più l'ammaestratore tosi riusciranno a mettete le mani sulla fondazione e ridurranno l'arena in cenere .... per poi fare un parcheggio!

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  2. Errata corrige: trio lescano

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