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giovedì 23 giugno 2016

Rassegna Stampa - 23 giugno 2016





Arena: acuti, contratti e Bizet.
La Prima del commissario


Giovedì 23 Giugno, 2016


Ci sono stati più momenti, negli ultimi mesi, in cui la stagione lirica dell’Arena è stata a rischio come mai nei 103 anni della sua storia. E invece domani, venerdì 25 giugno, si terrà regolarmente la prima di 46 rappresentazioni, l’ultima in calendario per il 27 agosto. Tocca, nello specifico, alla Carmen di Bizet con la direzione di Xu Zhong. Seduto in prima fila ci sarà lui, Carlo Fuortes, il sovrintendente dell’Opera di Roma che un paio di mesi fa il ministro Dario Franceschini nomina commissario della fondazione veronese con il compito di salvarla dal crac salvando così, almeno per quest’anno, anche la stagione estiva.

Non molti ci avrebbero scommesso, il 6 aprile scorso. Quel giorno, i lavoratori della fondazione lirica bocciano con due soli voti di scarto un referendum sul «piano di rilancio»- un cocktail di quattro milioni di tagli al costo del lavoro - predisposto dal direttore operativo Francesca Tartarotti, chiamata pochi mesi prima da Maggio Fiorentino con il mandato di fendere l’accetta sui bilanci. Pare aprirsi la strada del baratro: «Una scelta sciagurata dei lavoratori, ora perderanno tutti il posto», tuona il sindaco Flavio Tosi annunciando l’imminente messa in liquidazione dell’ente. Non andrà così, ma solo perché Franceschini di cancellare con un tratto di penna la fondazione e imboccare – come auspicato da Tosi – la strada inesplorata di una gestione affidata a una nuova spa privata ideata da tre professionisti cittadini (tra cui Giovanni Maccagnani, fedelissimo avvocato del sindaco), proprio non se la sente, anche se la situazione resta molto grave.

A casa il sovrintendente Francesco Girondini - tosiano di ferro dal 2008 al timone - a casa tutto il consiglio di indirizzo: l’ultima speranza è Fuortes. Non che la sua cura sia più leggera della precedente, anzi: se possibile, il piano del commissario è perfino più duro, prevede la chiusura per due mesi (ottobre e novembre) della fondazione e la cancellazione del corpo di ballo. Eppure, alla fine, in calce al documento arrivano tutte le firme: quelle dei sindacati confederali e pure quella delle Rsu interne, le più battagliere, le più oltranziste.

Come ci è riuscito il commissario? A Verona ci è venuto pochissimo, lo stretto necessario. Ha fatto spallucce alle innumerevoli richieste dei sindacati di incontri di approfondimento. Ha posto i lavoratori di fronte allo stesso atroce dilemma in cui si erano trovati il giorno del referendum del 6 aprile: o l’accettazione dei tagli, o la perdita del lavoro tout court, causa liquidazione della fondazione. La minaccia, stavolta, è risultata particolarmente credibile. Stavolta, non ci sarebbe stata una prova d’appello.

Il mandato di Fuortes scade a settembre, ma il suo obiettivo è già centrato. C’è l’accordo con i lavoratori che permetterà all’Arena di ristrutturare il proprio debito «monstre» da 24 milioni di euro grazie ai fondi della legge Bray.

Domani, soprattutto, si ricomincia con l’opera. Le prevendite sono addirittura in aumento, rispetto al 2015. Si riparte con Carmen, una delle opere più amate rappresentate in Arena, nello storico allestimento di Franco Zeffirelli. Non è certo il momento di pensare a nuove produzioni, semmai di rifugiarsi nelle certezze della tradizione. La protagonista avrà la voce di Luciana D’Intino, Micaela sarà interpretata da Ekaterina Bakanova mentre Don Josè sarà Jorge de Léon.

Certo, sarà una prima un po’ sotto tono, senza il glamour del passato. Sono attesi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il presidente del Senato Piero Grasso, ma non si hanno notizie di presenze di vip dello spettacolo. Poco, l’importante quest’anno era esserci.





LA STAGIONE LIRICA. Le prove generali, favorite dal bel tempo, hanno consentito di mettere a punto gli ultimi dettagli delle opere

Arena, Carmen e Aida verso il tutto esaurito

Domani sera si apre il festival con il capolavoro di Bizet, poi l'intramontabile Verdi.


Primi Vip tra gli ospiti


giovedì 23 .06.2016 CRONACA, p. 12

Le prove generali di Carmen (l'altra sera) e di Aida (ieri sera) in Arena sono state finalmente graziate dal bel tempo ed hanno consentito di tirare un profondo sospiro agli addetti ai lavori. Aida soprattutto, ha mostrato di poter veleggiare in acque tranquille, sia per la direzione musicale, ormai espertissima di Julian Kovatchev, che per la presenza registica, sempre fattiva, di Gianfranco De Bosio, che anche dalla platea non ha cessato di mandare precise indicazioni a tutti.

Il debuttante direttore Xu Zhong in Carmen, musicista di provato valore, ha fatto vedere che imparerà presto a cimentarsi con le difficoltà che comportano i giganteschi spazi dell'anfiteatro areniano. E nei passi sinfonici dell'opera ha già indicato che non ci saranno problemi per far risaltare le bellezze della partitura di Bizet, di cui ha dato un saggio con l'incantevole Preludio del III atto. Carmen nella regia e scene di Franco Zeffirelli si avvia così alla sua tredicesima edizione e dopo 21 anni di "onorato servizio" sarà la sua ultima presenza in Arena.

Per il 2018 è già previsto infatti un nuovo allestimento dell'opera che sarà probabilmente affidato alla regia del francese Arnaud Bernard (Boheme 2005). Il commissario Carlo Fuortes, anche sovrintendente all'Opera di Roma, non ha solo indicato l'energica cura con cui intende salvare la Fondazione Arena, ma ha mostrato con la nuova Traviata andata in scena dal maggio scorso nella capitale, con record d'incassi, come l'opera lirica oggi debba servirsi anche di un mondo extra musicale per salvaguardare e migliorare la sua immagine e il suo futuro.

Fuortes, per la serata inaugurale del 94° Festival areniano, pare sia riuscito ad avere qualche ospite d'eccezione come il presidente del Senato Piero Grasso e forse del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.Intanto anche il botteghino sembra dare segni di risveglio. Per Carmen, sono ancora disponibili 2/3 mila posti di gradinata e di gradinata numerata, mentre Aida di sabato sta veleggiando verso l'esaurito. oG.V.

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