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martedì 21 giugno 2016

Rassegna Stampa - 21 giugno 2016


Arena, le tappe per l’adesione alla Bray. Corte dei Conti: il Pd torna all’attacco
A giorni la firma sull’accordo del commissario. I dem contro la gestione Girondini-Tosi

martedì 21 .06. 2016 CRONACA, p. 14

VERONA La firma del commissario non c’è ancora. Questione di ore (è attesa in forma elettronica, via mail da Roma, di ora in ora) ma quando arriverà, l’accordo faticosamente raggiunto tra Fondazione Arena e sindacati dovrà «passare» l’esame da parte del Collegio dei Revisori dei Conti. Solo dopo, orientativamente tra il 25 e il 27 giugno, sarà presentata la richiesta di adesione alla legge Bray (atto per cui c’è tempo fino a fine mese). Il commissarioCarlo Fuortes sarà in città per la prima in Arena, con la Carmen di venerdì sera, e il giorno dopo presumibilmente seguirà questo completamento dell’iter burocratico. Intanto fervono i preparativi per la prima (con qualche tensione su possibili manifestazioni di protesta) ma fervono anche le polemiche.Giusto ieri è stata resa nota la relazione della Corte dei Conti sull’attività, nel corso dell’anno 2014, delle 13 Fondazioni liriche esistenti in Italia, otto delle quali sono state costrette a fare ricorso agli aiuti della legge Bray.

La relazione spiega tra l’altro che «le risorse proprie delle Fondazioni provenienti dai ricavi da vendite e prestazioni hanno registrato una preoccupante riduzione (-8,5 per cento), che inverte il dato relativo all’anno precedente (aumento del 6,6 per cento)».
I ricavi più ragguardevoli, rileva la Corte, «rimangono della Scala di Milano e dell’Arena di Verona, entrambi comunque in contrazione, che da soli rappresentano il 45 per cento circa del totale dei ricavi di tutte le Fondazioni, ed in diminuzione risulta il costo del personale (-4,4 per cento; +4,9 per cento nel 2013), che da sempre costituisce la componente più onerosa della produzione, in particolare per 8 di esse tra cui l’Arena di Verona». E la stessa Corte spiega (parlando sempre dell’anno 2014) che «attualmente la Fondazione Arena di Verona presenta una situazione patrimoniale e di bilancio tale da far pensare che essa possa ricorrere alle procedure di risanamento riaperte dalla legge di stabilità per il 2016».

Da questi dati prende spunto il Pd veronese per un nuovo attacco all’ex sovrintendente Francesco Girondini e al sindaco Flavio Tosi. «Poiché l’attività di verifica della magistratura contabile si basa sui bilanci 2014 e 2013 – commenta infatti il capogruppo Michele Bertucco - il meno che si può dire è che un management locale più avvertito avrebbe dovuto giungere a conclusioni se non uguali, per lo meno simili, già da un anno, cominciando contestualmente a mettere mano alle attività di dubbia utilità come museo Amo e Arena Extra. Invece, - ricorda Bertucco - ancora nel dicembre 2015, sindaco e sovrintendente, avevano escluso ogni criticità e persino l’eventualità di aderire alla Legge Bray, e i due anni persi a far credere che tutto stesse andando per il meglio sono stati decisivi nell’acuire la crisi».

E il consigliere Eugenio Bertolotti aggiunge che «un mese e mezzo fa avevamo chiesto a Tosi se anche quest’anno i Music Awards avrebbero beneficiato dell’uso gratuito dell’Arena ma il sindaco non ci ha ancora risposto».
Lillo Aldegheri


FONDAZIONE. Citando il rapporto della Corte dei conti, il Pd accusa Tosi di aver ignorato troppo a lungo la crisi dell'Arena
«Lirica, si poteva intervenire prima»

Il Festival lirico sta per riaccendere i riflettori sul palco dell'Arena. Venerdì, per la «prima», c'è la Carmen di Bizet. Ma se sulla scena tutto si svolgerà regolarmente, il «dietro le quinte» è assai più teso, con l'imminente entrata in vigore del piano di risanamento per la Fondazione firmato dal commissario straordinario Fuortes.In tale contesto, il Pd torna all'attacco dell'amministrazione comunale, rimproverandole di aver «escluso ogni criticità quando, ancora nel dicembre 2015, sindaco e sovrintendente erano chiamati a rispondere in Consiglio comunale alle preoccupazioni di lavoratori e opposizione».Parlano il capogruppo del Pd a Palazzo Barbieri, Michele Bertucco e il consigliere Eugenio Bertolotti. L'accusa a Tosi è di essersi mosso tardi, quando la crisi della Fondazione era senza ritorno. Bertucco cita le conclusioni della Sezione Controllo sugli Enti della Corte dei Conti nel suo ultimo rapporto sullo stato delle Fondazioni lirico-sinfoniche: «Attualmente, oltre alle otto Fondazioni assoggettate a Piano di rientro, alcune delle quali in deciso miglioramento, almeno la Fondazione Arena presenta una situazione patrimoniale e di bilancio tale da poter optare per il ricorso alle procedure di risanamento appena riaperte dalla legge di stabilità per il 2016».«Poiché l'attività di verifica della magistratura contabile si basa sui bilanci 2014 e 2013», commenta il capogruppo Pd, «un management locale più avvertito avrebbe dovuto giungere a conclusioni se non uguali, per lo meno simili, già da un anno, cominciando a mettere mano alle attività di dubbia utilità, come museo Amo e Arena Extra».«Invece», continua Bertucco, «ancora nel dicembre 2015, sindaco e sovrintendente avevano escluso ogni criticità e persino l'eventualità di aderire alla Legge Bray. I due anni persi a far credere alla città che tutto andasse bene, malgrado le evidenze suggerissero il contrario, sono stati decisivi nell'acuire la crisi della Fondazione e ora bisogna recuperare il tempo perso».«L'opera di risanamento deve ora passare per la riduzione degli sprechi e il recupero di competitività anche a livello di management», aggiunge Bertolotti. «Attendiamo risposte da Tosi in merito a una interrogazione sull'utilizzo dell'anfiteatro Arena. Un mese e mezzo fa gli avevamo chiesto se anche quest'anno i Music Awards avrebbero beneficiato gratis dell'Arena. La competizione si è svolta, ma il sindaco non ci ha ancora risposto. Nella situazione in cui ci troviamo, questa opacità non è più tollerabile».

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