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venerdì 24 giugno 2016

da "il Fatto Quotidiano" - Arena di Verona: Franceschini, ci sei? Battiun colpo - di Sergio Noto


Arena di Verona: Franceschini, ci sei?
Batti un colpo





di Sergio Noto | 23 giugno 2016

Devo un aggiornamento ai miei sei lettori sulla situazione dell’Arena di Verona, giunta mesi fa sull’orlo del fallimento. Inaspettatamente, il 15 aprile è stato stoppato il tentativo del sindaco di Verona, Flavio Tosi, di liquidare la Fondazione Arena dopo averla coperta di debiti con la speranza di consegnarla a una nuova spa creata ad hoc. Appunto, inopinatamente (visti i pregressi rapporti tra i due), il ministro Franceschini, in quell’occasione, decise di contraddire il Comitato di Indirizzo della Fondazione di stretta obbedienza tosiana – che in due e due quattro aveva deliberato la liquidazione coatta della stessa e la messa sul lastrico di oltre 300 lavoratori – e optò invece per il commissariamento del teatro, sul quale anni fa aveva esordito Maria Callas e oggi invece vede “svettare” Dario Di Vietri.

Per questo il ministro ha quindi assegnato l’incarico al prof. Carlo Fuortes, sovrintendente dell’Opera di Roma, persona preparata e competente, con l’obiettivo di salvare l’Arena e farla accedere alle provvidenze della cosiddetta Legge Bray, che consente di ristrutturare i debiti, previo piano di rientro e accordi a riduzione dei costi con i lavoratori. Infine, il commissario, nei limiti molto ristretti del suo mandato, la settimana scorsa è riuscito a far deglutire e sottoscrivere ai lavoratori un accordo lacrime e sangue con riduzione di spesa pari a 4 milioni e la temporanea chiusura del corpo di ballo, che consentirà di accedere alla Legge Bray. E così domani – anche se in tono minore come previsto dalla la programmazione della vecchia gestione Girondini – partirà anche la 94° edizione del Festival Areniano, con la prima di Carmen (in realtà in cartellone già dal 1995). Ma la storia, come spesso accade in Italia, lungi dall’essere conclusa, è purtroppo solo agli inizi.

Infatti, con termine tecnico, possiamo dire che l’intervento del commissario Fuortes è stata solo una toppa sul buco più grosso del vestito, che purtroppo è ancora pieno di strappi, scuciture e slabbrature, sicché non può essere indossato, se non per un breve periodo e senza che molti debbano vederlo. Il bilancio consuntivo del 2015 non è ancora stato fornito nella sua completezza. I vecchi dirigenti, responsabili del disastro, sono ancora ai posti di comando e nessuno dubita che, tra la Fondazione e Mammona, abbiano già fatto la loro scelta. I lavoratori sono gli unici ad aver pagato il prezzo del salvataggio, con riduzioni nell’organico e nelle retribuzioni. Manca del tutto un ragionevole piano di rilancio e concrete prospettive di aumento sul versante delle entrate, per il semplice fatto che il commissario non aveva il mandato per occuparsene.

In altre parole, il ministro ha fatto 30 stoppando la liquidazione, ma non abbiamo la certezza che vorrà fare 31, sottraendo la gestione della fondazione Arena a “Terminator Tosi” e consegnandola a un altro commissario, che questa volta si occupi di fare piazza pulita e rilanciare l’Arena di Verona al posto che si merita in Europa e nel mondo, attraendo così anche il pubblico e quei finanziamenti privati che le sono indispensabili. Il rischio infatti è che Franceschini, all’interno di uno spregiudicato programma di inciuci tra il Premier (Pd) e il sindaco di Verona (ex Lega), finisca, con una scusa o un’altra, per restituire il moribondo ai becchini, che sappiamo poi quello che faranno.

Come i lettori avranno inteso, siamo dalla parte di quelli che preferiscono “far peccato“ pur di “azzeccarci“, scottati come siamo dal calvario annoso e imperdonabile che è stato inflitto da queste classi dirigenti così incompetenti alla cultura e, nello specifico, all’Arena di Verona. Vorremmo poter pensare che la ragionevolezza, il dovere istituzionale e il senso dell’interesse generale alla fine trionferanno, ma troppe volte siamo stati scottati in passato. Cercheremo di tenere gli occhi sulla vicenda, in attesa che il ministro Franceschini faccia il suo dovere e – contraddicendo quello che alcuni già dicono di lui – voglia rilanciare l’Arena di Verona, anche dopo la première. La decisione è urgente e dovrà essere presa a breve. La pressione dell’opinione pubblica non solo è gradita, ma è indispensabile.

1 commento:

  1. Terminator tosi,commentando le parole dette dal commissario Fuortes la sera della prima, ha già detto che il commissario ha indicato la privatizzazione come soluzione ..... quindi la SpA arena lirica sarà la soluzione come aveva detto lui! W tosi e i suoi amichetti! Io le parole di Fuortes le ho intese diversamente.....i privati come sponsor, ma forse non sono abbastanza intelligente!

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