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mercoledì 25 maggio 2016

Rassegna Stampa - 25 maggio 2016

L'ARENA




CORRIERE DEL VENETO - Vr
25 maggio 2016


Fuortes-sindacati, atto secondo. «Vogliamo vedere i conti dell’Arena» 

Oggi il vertice, dopo il piano le sigle aspettano i bilanci per studiare le controproposte
VERONA Un nuovo incontro è in programma, oggi pomeriggio, tra il commissario di Fondazione Arena Carlo Fuortes e le organizzazioni sindacali. Torna al centro dell’attualità il piano di risanamento economico che il commissario, la settimana scorsa, aveva presentato ai sindacati. 
Dall’incontro di oggi, segretari e Rsu si aspettano un focus sui conti del teatro, numeri e bilanci che hanno portato alla stesura del progetto economico. «Dopo averci illustrato il piano nella sua complessità – spiega Antonio Belviso di Fistel Cisl Verona – ci aspettiamo un approfondimento sui conti economici della Fondazione che ci consentano di fare un’analisi approfondita dello stato di salute della Fondazione stessa». 
Nel complesso, il piano Fuortes prevede 4 milioni di euro complessivi di risparmi sul costo del lavoro da ottenere, innanzitutto, con l’introduzione del part time verticale per tutti i 280 dipendenti del teatro. La modifica del contratto di lavoro consentirà di chiudere la Fondazione per due mesi all’anno, ottobre e novembre, e di ottenere un risparmio pari a 2,4 milioni di euro. In pratica, ogni dipendente del teatro vedrà il proprio stipendio complessivo ridursi del 16%. I restanti risparmi verranno dalla chiusura del corpo di ballo, anche se sono previsti ricollocamenti e non licenziamenti per i ballerini, dai pensionamenti, almeno una trentina quelli previsti, e da una razionalizzazione sia dell’utilizzo degli aggiunti che degli stipendi dei dirigenti.
I sindacati, pur giudicando il piano Fuortes molto duro, si sono dichiarati disponibili a mantenere aperta la porta del dialogo. A dire la verità, i margini di manovra sono piuttosto ristretti: entro il 30 giugno va presentata la richiesta di accesso alla legge Bray al ministero della Cultura e, se così non dovesse essere, l’alternativa è quella della liquidazione coatta della Fondazione e il licenziamento di tutti i suoi dipendenti. 
Un’eventualità che tutti vogliono evitare, visto che Fuortes ha come preciso mandato quello di realizzare il festival lirico estivo che, se tutto va bene, esordirà il prossimo 24 giugno. Per questo, sindacati e Rsu attendono di conoscere i numeri, oggi pomeriggio, per poter formulare una sorta di contropiano che, a parità di risparmi e conto economico, moduli in maniera diversa i tagli del teatro. Non a caso, le quattro sigle sindacali hanno già fissato una riunione per domani, in modo da essere in grado di fornire al commissario una proposta alternativa, ampia e condivisa, nel corso del prossimo incontro con Fuortes. 
A livello nazionale, intanto, il caso Fondazione Arena va assumendo rilievo. Ieri, si è tenuto a Roma il Coordinamento unitario nazionale dei rappresentanti sindacali di tutti i teatri italiani, cui hanno partecipato anche i sindacati veronesi. «C’è stata una forte presa di posizione – ha detto Dario Carbone, segretario provinciale Fials – nei riguardi dell’Arena e del Comunale di Bologna. È stato ribadito il concetto che il corpo di ballo è una risorsa e non un costo e si è discusso della riforma delle fondazioni lirico – sinfoniche che è in discussione». Tra le altre proposte, c’è quella di aprire un tavolo di confronto al ministero della Cultura per discutere del futuro delle fondazioni e dell’Arena in particolare. - Samuele Nottegar

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