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giovedì 12 maggio 2016

Rassegna Stampa - 12 maggio 2016


L'ARENA

FONDAZIONE ARENA. Incontro fra il commissario e i sindacalisti. Che chiedevano di ripartire dall'accordo poi bocciato

Lirica, piano di risanamento per aderire alla legge Bray

Enrico Giardini

Fuortes si dà una settimana di tempo per presentarlo e comunica ai rappresentanti dei lavoratori: «La strada è soltanto quella, l'alternativa resta la liquidazione»

giovedì 12 .05. 2016

Si punta a un piano di risanamento credibile, fondato su dati certi e inconfutabili. Per creare la condizioni per accedere ai contributi previsti dalla legge Bray, anzitutto. Ma di consentire anche alla Fondazione Arena di avere un futuro duraturo e di non incappare ancora nella crisi. Con decine di milioni di debito nei confronti di banche e fornitori. Piano serio, dunque, per evitare la liquidazione e quindi il «tutti a casa».È quanto intende presentare già giovedì della prossima settimana, almeno con una bozza, il commissario straordinario della Fondazione lirica Arena Carlo Fuortes, che ha incontrato per la prima volta i sindacalisti del settore Spettacolo di Cgil, Cisl, Uil e Fials. I quali, pur con diverse accentuazioni, oltre a manifestargli l'intento di puntare a un vero rilancio della Fondazione - presentare il piano entro la prima in Arena del 24 giugno - hanno chiesto di ripartire dall'accordo che avevano sottoscritto Cgil, Cisl, Uil (non la Fials). E che poi i lavoratori avevano bocciato nel referendum con 132 «no» e 130 «sì». Il che portò poi al commissariamento, indicato dal ministero dei Beni culturali contrariamente alla liquidazione coatta che, bocciato l'accordo, il Consiglio di indirizzo aveva chiesto al ministero. Puntando a una revisitazione della Fondazione con gestione più privatistica.Quell'accordo bocciato non prevedeva licenziamenti né ricollocamenti di personale (tecnico-amministrativo) in Ales, società statale (come nella prima stesura, per 65 lavoratori tecnico-amministrativi) ma tagli di quattro milioni del costo del personale stesso, attraverso incentivazioni all'esodo e prepensionamenti e altre forme di incentivo economico per il corpo di ballo, da rivedere. Oltre a un numero di serate di lirica inferiore, come peraltro già sarà quest'estate (47 invece delle consuete 54).Da dove partirà Fuortes? Il commissario, ascoltate le richieste dei sindacati, ha detto che il passato è passato e che egli non intende operare come un magistrato né come la Corte dei Conti. Garantita la stagione 2016 in Arena, dunque, l'obiettivo è appunto gettare le basi per una rinascita vera. Ma va tenuto conto che 40 lavoratori precari, stabilizzati con le cause, potrebbero aggiungersi presto ai 283 già assunti. Piano credibile, dunque, dice Fuortes all'incontro a cui, oltre ai sindacalisti, al direttore operativo Francesca Tartarotti, al vicedirettore artistico Giampiero Sobrino, erano presenti un rappresentante dell'advisor Bain & Company, società di consulenza già incaricata dalla Fondazione, ma sopratutto Claudia Brizzi, direttore finanza dell'Accademia Santa Cecilia, di Roma, di cui Fuortes è sovrintendente. Sarà lei operativamente, a lavorare al piano-Fuortes.«Ci ha fatto piacere che anche da parte delle altre sigle sia stata fatta al commissario Fuortes la richiesta di ripartire dall'accordo da noi siglato», dice Nicola Burato, della Cisl, «e ora va posta estrema attenzione ai tempi: giovedì discuteremo la bozza di piano, per avere una risposta positiva dal ministero entro il 24 giugno». Paolo Seghi, della Cigl, apprezza «l'elemento di discontinuità rappresentata dal fatto che Fuortes ha un incarico gratuito, qui a Verona» e che «si ponga l'accento sulla necessità di un piano serio, credibile, trampolino per un rilancio». E Ivano Zampolli della Uil parla di incontro «assai interlocutorio ma positivo, per la dichiarata volontà di ricerca di un accordo condiviso per la Bray, peraltro complesso. Bene il fatto che siano arrivati i soldi per gli stipendi e per garantire la stagione estiva».«È positivo che si allontani lo spettro della liquidazione e si avvicini un piano serio e verificabile che sia accettabile dal ministero», dice Dario Carbone, della Fials. «Il risanamento si può fare con previsioni economiche e di incassi serie e realistiche, con cifre ragionate».o 


Arena Extra, già archiviata la prima inchiesta
Girondini: Tutto regolare


giovedì 12 .05 2016

Conflitto d'interessi fra il ruolo di sovrintendente della Fondazione Arena e di amministratore unico di Arena Extra? «Il duplice ruolo fu tutto concordato nove anni fa con l'allora commissario Salvatore Nastasi». Lo ribadisce, in una nota, Francesco Girondini, ex sovrintendente della Fondazione lirica Arena, decaduto con il Consiglio di indirizzo con la recente nomina a commissario straordinario di Carlo Fuortes. È stato il 28 aprile scorso Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anti-corruzione (Anac) a produrre una delibera, inviata al ministero dei Beni culturali, in cui stabilisce che l'incarico di amministratore unico di Arena Extra creava un conflitto d'interessi con quello di sovrintendente. Ne aveva dato notizia il ministro Dario Franceschini nell'audizione con senatori e deputati nella commissione mista Cultura, sulla crisi della Fondazione Arena. Ora Girondini precisa che «Arena Extra fu costituita in regime di commissariamento ministeriale. IL commissariamento fu disposto ai sensi di quanto previsto dal Dlgs 367/1996 dall'allora ministro dei beni culturali in quanto i bilanci di Fondazione Arena del 2006 e 2007 avevano chiuso entrambi in perdita generando perdite del patrimonio superiori al 30%. Venne nominato commissario Salvatore Nastasi, che a quel tempo ricopriva sia l'incarico di direttore generale dello spettacolo dal vivo sia quello di Capo di Gabinetto del ministro della cultura, quindi il massimo vertice amministrativo e politico competente sulle Fondazioni lirico-sinfoniche». Come illustra Girondini «la possibilità offerta dal Comune di gestire anche le serate extra liriche areniane per generare maggiori introiti per le casse di Fondazione Arena (non di Arena Extra) portò, sotto l'egida del ministero vigilante, a modificare lo statuto della Fondazione per consentire, al pari di previsioni statutarie di altre fondazioni liriche, la possibilità di avere partecipazioni in società commerciali con oggetto sociale, cioè attività, non riconosciute dal Dlgs 367/1996. «In seguito», prosegue l'ex sovrintendente, «sempre in regime di commissariamento, venne costituita Arena Extra. Allora si ritenne opportuno far coincidere l'incarico di amministratore unico di Arena Extra - svolto da me a titolo gratuito - con quello del sovrintendente per ragioni di opportunità gestionali e a tutela dell'interesse della Fondazione Arena, anche nell'eventualità di un possibile ingresso di soci privati».Il tema dei rapporti di Girondini con Arena Extra, i conti e i bilanci, sono già stati oggetto di un esposto depositato in procura nel 2012 dagli esponenti Pd Diego Zardini e Giancarlo Montagnoli e in quella sede il procuratore capo Mario Giulio Schinaia che li ricevette in ufficio, aveva annunciato l'apertura di una inchiesta. Ora, dopo la presa di posizione di Cantone, pare che la Procura voglia aprire un altro fascicolo di indagine. Ma quella del 2012 come è finita? Lo rivela lo stesso Zardini: neppure un anno fa ha ricevuto la notifica che tutto è stato archiviato.


FUORI DAL CORO. L'imprenditore dell'acciaio boccia l'idea. Seduto a fianco di Veronesi (Calzedonia) che l'ha finanziata

«Coprire l'Arena? Non è un progetto serio»
Manni: «Non vedo ragioni per farlo, e poi servirebbe un ancoraggio a terra che da un lato è impossibile»

giovedì 12 maggio 2016

«Il Gruppo Manni parteciperà al bando di idee per la copertura dell'Arena e sarebbe eventualmente interessato a realizzare l'opera?» La domanda è dell'imprenditore Giorgio Pasqua, alla guida della fondazione Amici dell'Arena. Destinatario Giuseppe Manni, presidente della holding scaligera dell'acciaio, che l'altra sera ha raccontato la sua storia aziendale nell'ambito delle "Serate di Marca 2016» organizzate da Confindustria Verona.«Il quesito è serio, il progetto di coprire l'Arena non lo è», taglia corto Manni, che riconosce a Sandro Veronesi, seduto al suo fianco, la generosità di aver finanziato il concorso internazionale con 100mila euro attraverso il Gruppo Calzedonia, che presiede. «Conoscete tutti», dice Manni, «la mia vicinanza all'anfiteatro e in generale al mondo della lirica». L'imprenditore ha infatti donato l'acciaio con il quale è stata costruita la stella, progettata dall'architetto Rinaldo Olivieri, dal 1984 simbolo del Natale veronese. Inoltre, per assicurare lo svolgimento della prossima stagione lirica, è autore insieme agli avvocati Lamberto Lambertini e Giovanni Maccagnani del progetto Lirica Spa, proposta di società da creare per gestire la sola stagione estiva dei prossimi tre anni.Pasqua incalza, chiede cosa non vada nel concorso di idee varato e nell'ipotesi di coprire l'anfiteatro rendendo fruibili gli spettacoli anche in caso di maltempo e proteggendo il monumento da inquinamento atmosferico e acustico. «L'Arena è sopravvissuta duemila anni prima di essere oggetto di un serio intervento di restauro, di cui si sta facendo carico la Fondazione Cariverona», dice Manni. «Non vedo pericoli imminenti derivanti dall'inquinamento». Quanto alla tipologia di copertura, dovrebbe essere secondo Manni ancorata al suolo. «Sul lato della Bra è possibile, su quello opposto no, perché completamente urbanizzato. Ci sono edifici ovunque», osserva. Pasqua vorrebbe altre spiegazioni. Veronesi che in una nota aveva motivato il sostegno economico al concorso con «la necessità di preservare L'anfiteatro romano dagli agenti atmosferici, con la prospettiva di consentire spettacoli in tutte le stagioni», preferisce non intervenire.oVA.ZA.


CORRIERE DI VERONA

Giovedì 12 maggio 2016


Fuortes riapre il dialogo con i sindacati. Corsa contro il tempo per aderire alla Bray
Cisl, Cgil e Uil: si riparta dall’accordo bocciato con il referendum. Già in agenda altri incontri


VERONA - Si farà di tutto affinché Fondazione Arena possa accedere alla legge Bray. I tempi sono stretti, ma anche con le parti sociali si lavorerà a questo obiettivo primario.

La situazione della Fondazione è critica, ma non al tracollo e i soldi per gli stipendi e per il Festival lirico sono assicurati. Sono questi i punti fondamentali che il commissario della Fondazione Carlo Fuortes ha comunicato alle organizzazioni sindacali nel primo incontro tra le parti che si è tenuto nella sede di via Roma.
Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti di tutte le sigle sindacali con le Rsu, il commissario Fuortes e il direttore organizzativo di Fondazione Francesca Tartarotti. Ad accompagnare il commissario, per garantire supporto tecnico, c’era anche Claudia Brizzi che è la responsabile dell’amministrazione e della finanza dell’Accademia di Santa Cecilia. I rappresentanti sindacali, al termine dell’incontro che è durato un’ora e mezza, si sono dichiarati abbastanza soddisfatti. «La riunione è stata interlocutoria, ma positiva – spiega Ivano Zampolli, segretario Uil Comunicazione Verona – sappiamo che i tempi sono stretti e per questo sono già stati calendarizzati una serie di altri incontri per la prossima settimana. E poi, è positivo che si sia ripreso il filo della discussione tra le parti, dopo un mese in cui tutto era stato interrotto. Siamo coscienti che il percorso che abbiamo davanti non sarà facile, ma lavoreremo per raggiungere l’obiettivo».
La settimana prossima, secondo quanto riferito dai sindacati, la discussione entrerà nel vivo, tenendo conto che il commissario sarà più presente in città. Martedì è in programma un incontro con il sindaco Flavio Tosi, il giorno successivo sarà Tartarotti, confermata responsabile delle relazioni, a incontrare i sindacati e, infine, giovedì Fuortes vedrà di nuovo i rappresentanti sindacali. Una tre giorni che potrebbe risultare decisiva per sciogliere alcuni nodi di Fondazione Arena. «Il commissario – ha sottolineato Paolo Seghi, segretario Slc Cgil Verona – ha ribadito il ruolo importante che rivestono i sindacati, soprattutto, in questa fase. Noi lavoreremo per trovare un buon accordo che consenta di conferire credibilità anche alla legge Bray».
Ma da dove si ripartirà? Secondo Cgil, Cisl e Uil, il punto di partenza è l’accordo raggiunto con la Fondazione, ma bocciato dai lavoratori, a marzo. «Ci ha fatto piacere – ha detto Nicola Burato, segretario Fistel Cisl Verona – che anche da parte delle altre sigle sia stata fatta la richiesta di ripartire dall’accordo da noi siglato. Abbiamo ribadito che serve porre estrema attenzione alle tempistiche, ritenendo positivo che già dal prossimo giovedì si possa discutere su una bozza di piano di risanamento che ci verrà presentata. Il nostro obiettivo è di riuscire ad avere una risposta positiva dal Ministero relativamente al piano di risanamento».
Nel frattempo, una risposta positiva è arrivata anche dal commissario: grazie alla prima tranche, da oltre 8 milioni di euro, del Fus, oggi dovrebbero essere pagati regolarmente gli stipendi di aprile.E sul fronte di Lirica Spa, stamattina è in programma un incontro con l’Università. - Samuele Nottegar 

«Conflitto di interessi» e Arena Extra, l’ex sovrintendente dice la sua verità. E Schinaia: doveroso aprire un’inchiesta


VERONA - Il presunto «conflitto di interessi» in cui si sarebbe trovato Francesco Girondini quando rivestiva contemporaneamente sia la carica di sovrintendente della Fondazione Arena sia quella di amministratore unico di Arena Extra? All’indomani dell’apertura di un fascicolo d’inchiesta da parte del procuratore Mario Giulio Schinaia sulla scorta delle dichiarazioni del ministro Dario Franceschini che aveva reso note in un’audizione alla Camera le conclusioni tratte dall’Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone, a mettere in chiaro la sua posizione è proprio il diretto interessato. «Arena Extra fu costituita in regime di commissariamento ministeriale - ripercorre gli eventi Girondini -. Il commissariamento fu disposto dall’allora ministro dei Beni Culturali in quanto i bilanci di Fondazione Arena del 2006 e 2007 avevano chiuso entrambi in perdita generando perdite del patrimonio superiori al 30%. Venne nominato Commissario il dottor Salvatore Nastasi, che a quel tempo ricopriva sia l’incarico di Direttore Generale dello Spettacolo dal vivo sia quello di Capo di Gabinetto del Ministro della cultura, quindi il massimo vertice amministrativo e politico competente sulle Fondazioni lirico-sinfoniche. La possibilità offerta dal Comune di Verona di gestire anche le serate extra liriche areniane per generare maggiori introiti per le casse di Fondazione Arena (non di Arena Extra) portò, sotto l’egida del Ministero vigilante, a modificare lo statuto della Fondazione per consentire, al pari di previsioni statutarie di altre fondazioni liriche, la possibilità di avere partecipazioni in società commerciali con oggetto sociale, cioè attività, non riconosciute dal decreto legislativo 367 del 1996 - continua Girondini -. Successivamente, sempre in regime di commissariamento, venne costituita Arena Extra. Allora si ritenne opportuno far coincidere l’incarico di amministratore unico di Arena Extra (ruolo svolto dal sottoscritto a titolo gratuito) con quello del Sovrintendente per ragioni di opportunità gestionali e a tutela dell’interesse di Fav anche nell’eventualità di un possibile ingresso di soci privati».Dal suo ufficio al secondo piano dell’ex Mastino, dal canto suo, il procuratore Schinaia conferma che «l’indagine, da parte nostra, era doveroso aprirla dopo le affermazioni del ministro e la delibera dell’Anac. È nostro compito accertare fatti ed eventuali responsabilità». Ed anche Michele Bertucco capogruppo del Pd in consiglio comunale prende la parola per commentare la nuova inchiesta appena aperta in procura: «Bene che si avvii una nuova indagine su Arena Extra dopo il parere di Cantone, ma è giusto ricordare che la procura della Repubblica di Verona in questi anni ha ricevuto due esposti (uno nel 2013 e uno nel 2015) relativi a questa società presentati dal Partito Democratico. Il primo esposto è stato archiviato, sul secondo c’è una richiesta di archiviazione alla quale ci opporremo presentando una memoria integrativa e nuovi documenti.A noi interessa che su Arena Extra si faccia luce. Sono troppi i punti oscuri della società, si va dai bilanci, ai dipendenti, ai collaboratori, alle consulenze e ai rapporti con Fondazione Arena. Ora se si aprirà una nuova indagine siamo pronti a collaborare con la Procura di Verona». - La. Ted.

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