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martedì 10 maggio 2016

Rassegna Stampa - 10 maggio 2016

L'ARENA


Lirica, arrivati 8 milioni dal Fus. E adesso si pagano gli stipendi


Sul Festival 2016 Tosi è ottimista: «Fuortes è persona determinata». E replica al Pd: «L'aumento dei proventi dall'extra-lirica sarà reale»

martedì 10 .05. 2016
Finalmente una boccata d'ossigeno per la Fondazione Arena. Sono infatti arrivati da Roma 8,3 milioni di euro, prima tranche dei 12 milioni di finanziamento del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo. E oggi, seconda buona notizia, saranno accreditati gli stipendi arretrati ai 283 lavoratori dell'ex ente lirico. Lo sblocco dei fondi Fus era stato peraltro annunciato a fine aprile dal commissario Carlo Fuortes alcuni giorni dopo la sua nomina dal parte del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.E nel pomeriggio di domani, Fuortes, con il direttore operativo Francesca Tartarotti, incontrerà le delegazioni sindacali. Era stata la bocciatura, per pochissimi voti, nel referendum sulla bozza di accordo con i vertici della Fondazione, e la successiva richiesta di messa in liquidazione da parte del Consiglio di indirizzo, ad accelerare la nomina del commissario. Tra i principali nodi da affrontare, i debiti della Fondazione Arena con banche e fornitori (stimati in 24 milioni) e come garantire la liquidità sufficiente per gestire la stagione lirica estiva, che prenderà il via il 24 giugno. Un appuntamento ormai alle porte. Il sindaco Flavio Tosi si dice «ottimista, perché il commissario Fuortes mi pare persona molto determinata e quindi credo che avrà la forza per ottenere questo risultato». Tuttavia, ribadisce che «il percorso delineato dal Consiglio di indirizzo, con la ricostituzione della Fondazione attraverso la liquidazione, sarebbe uno strumento molto forte per garantire la stagione». Tosi, inoltre replica alle critiche del capogruppo del Pd Michele Bertucco al bilancio di previsione da poco reso noto. «È stato approvato all'unanimità dal Consiglio di indirizzo dopo le osservazioni molto puntuali soprattutto del rappresentante della Camera di commercio e da quello del governo, il dottor Mion. È quindi un bilancio più che attendibile». E aggiunge: «Si meravigliano per il milione in più previsto dall'extra lirica? Ignorano la delibera di Giunta che prevede un consistente aumento consistente per la concessione dell'Arena, tanto che la cifra di un milione in più di differenza è forse sottostimata». Tosi, poi, sottolinea che la previsione di bilancio non tiene conto della sentenza del Tar del Lazio che ha condannato il ministero a erogare circa 3,5 milioni per gli anni passati e 1,5 per quest'anno. «Il taglio del Fus praticato in maniera superiore rispetto alle altre Fondazioni è stato giudicato immotivato», ricorda il sindaco. «Per cui è meglio che il Pd faccia presente al proprio governo di evitare, come ha fatto negli ultimi anni, di penalizzarci ingiustamente, come certifica il Tar». Il sindaco e presidente della Fondazione, assicura però di non aver cambiato idea sulla ricetta che prevedeva la liquidazione coatte dell'ente. «Anche dall'intervento del ministro in commissione in commissione si capisce che tutte le Fondazioni devono cambiare e il punto è riformare profondamente gli istituti contrattuali che reggono le Fondazioni. Il fatto che si sia appellato all'Art bonus e agli imprenditori», afferma Tosi, «significa che anche il ministro pensa a una gestione più privatistica e manageriale. Quindi la proposta del Consiglio di indirizzo significa traghettare la Fondazione dall'attuale forma a un'altra, sempre all'interno delle norme stabilite dal ministero, ma con istituti contrattuali più efficienti e snelli».Il Pd aveva paventato il pericolo che il Festival lirico si trasformi in evento "balneare", senza più la stagione invernale al Filarmonico. «Se la Fials in maniera esplicita e parte della Cgil, in linea con i loro riferimenti politici: i grillini e la minoranza di sinistra del Pd, non avessero boicottato il referendum sull'accordo», punta il dito Tosi, «oggi avremmo i conti in ordine, gli stipendi pagati regolarmente, le banche che erogano quello che devono erogare, l'anticipo della legge Bray e una stagione sia in Arena che al Filarmonico tranquillamente garantita. Ecco le conseguenze di una scelta sciagurata di parte del sindacato». E sull'incontro di domani tra Fuortes e sindacati taglia corto: «Credo che presenterà loro una fotografia realistica della situazione». (Enrico Santi)



CORRIERE DEL VENETO (VR)



Martedì 10 .05.2016


Fondazione: ancora niente stipendi. Nodo-indennità, Verona come Roma

I sindacati attendono risposte da Fuortes che nella capitale ha segnalato i «bonus»



VERONA L’accredito degli stipendi di marzo dei lavoratori di Fondazione Arena era atteso per ieri. Almeno questo era trapelato, la settimana scorsa, dalla Fondazione, e questo si sperava in teatro: ma in realtà nemmeno ieri il pagamento è avvenuto. L’attesa, quindi, si prolunga, anche se la settimana in corso potrebbe essere quella in cui la situazione è destinata a sbloccarsi.
Sempre da Fondazione, ieri, infatti è giunta una notizia positiva: l’attesa tranche del Fondo unico per lo spettacolo è stata accreditata nelle casse del teatro e, quindi, nei prossimi giorni gli stipendi potrebbero essere pagati. Va detto che, normalmente, Fondazione Arena paga i salari il 12 del mese: difficile però che nel giro di pochi giorni accrediti due mensilità ai lavoratori, per questo si può ipotizzare che anche lo stipendio di aprile arriverà in ritardo.
Tra l’altro le vicende legate al salario, e quindi ai conti di Fondazione Arena, saranno al centro dell’incontro tra il commissario Carlo Fuortes e i sindacati. La riunione, lungamente attesa dalle parti sociali, servirà a fare il punto della situazione e per portare un po’ di chiarezza su natura e dimensione dei problemi finanziari, soprattutto quelli debitori, che attanagliano il teatro.
A questo tema, si intreccia quello del prossimo festival lirico che prenderà il via il 24 giugno. In effetti, la «macchina» organizzativa si è già messa in moto. Nell’anfiteatro romano si sta lavorando alla sistemazione del palco, mentre stanno arrivando le scenografie delle opere in cartellone. «Per ora – spiega Ivano Zampolli, segretario Uil Comunicazione Verona – sta lavorando il personale delle cooperative con un numero limitato di personale stabili e di aggiunti. La “squadra del vallo”, cioè chi si occupa della sistemazione delle scenografie all’esterno dell’Arena, della movimentazione e della logistica, sta prendendo servizio in questi giorni. Rimane da chiarire il tema degli aggiunti». Che sarà un altro possibile argomento di discussione con il commissario, tenendo conto che la questione della liberatoria, fatta firmare ai lavoratori prima dell’assunzione, per i sindacati è rimasta in sospeso.
Non è detto, poi, che Fuortes, in queste 3 settimane di attività a Verona, non abbia passato al setaccio anche le voci legate alle indennità dei lavoratori di Fondazione Arena. La notizia torna di attualità perché, da Roma, giunge la novità che Fuortes abbia segnalato alcune indennità come quella per indossare la parrucca, per le note acute o per suonare all’aperto che erano parte del contratto degli artisti dell’Opera di Roma. A riportarlo, nel suo libro, è stato l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, che per questo potrebbe essere querelato dagli stessi maestri dell’orchestra romana. Le voci dell’indennità di maestri d’orchestra e del coro dell’Arena erano state più volte indicate dal sindaco Flavio Tosi come «fuori dal tempo». Ma Paolo Seghi, segretario Slc Cgil Verona, stoppa la polemica sul nascere: «Gli accordi si fanno in due e le voci di indennità servono per dare equità a un contratto nazionale che, per gli italiani, è pari a un terzo di quelli europei. Non si dimentichi che i lavoratori dell’Arena sono sempre stati disponibili a tagliarsi l’integrativo e a ridurlo a un’unica voce, mentre la controparte l’aveva abrogato». - Samuele Nottegar 



«Calcoli sballati su Arena Extra? No, è stato ridefinito un rapporto»



VERONA Sempre più scontro sulla Fondazione lirica (ma forse ancor più su Arena Extra) tra il sindaco Flavio Tosi e il Pd. I democratici, sabato, avevano accusato Tosi citando la relazione dei revisori dei conti. Nel Consuntivo 2015 spiegavano che «il documento approvato dal Consiglio d’Indirizzo prometteva un milione in più con l’extra-lirica ma senza alcuna proporzione con i dati reali relativi al 2015». Il sindaco replica però che «i consiglieri del Pd ignorano volutamente che il Cdi, all’unanimità, col voto anche dei rappresentanti del governo e della Camera di Commercio, ha voluto ridefinire i rapporti con Arena Extra, chiedendo molto di più che in passato. E il consuntivo 2015 non tiene conto delle nostre vittorie davanti al Tar, con nuove entrate destinate peraltro ad altri settori della Cultura e del Turismo. Magari – ha concluso Tosi – sarebbe meglio che proprio loro chiedessero al loro governo di non continuare a penalizzare Verona coi tagli al Fus».

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