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martedì 17 maggio 2016

da l'Arena.it - Condanna a Girondini per diffamazione ai danni dell'exDirettore Artistico Umberto Fanni

Diffamazione a Fanni, Girondini condannato




L'Arena.it - Verona 17 maggio 2016 Francesco Girondini ha diffamato il maestro Umberto Fanni. L’ex sovrintendente della Fondazione Arena è stato condannato a una multa di 5.000 euro: l’ex direttore artistico l’aveva denunciato dopo un’intervista rilasciata al nostro giornale il 29 marzo 2012 da Girondini, che ora dovrà anche risarcire Fanni (4.000 euro, per ora) e pagare le spese processuali.
Due i passaggi contestati: «Per l’ex direttore non c’è mai stata e non ci poteva essere nessuna buona uscita. La sua semmai è stata una cattiva uscita anticipata» e ancora «Fanni non ha detto la verità alla Fondazione così come non ha detto la verità al cronista». Tradotto: secondo Girondini Fanni non aveva mai detto che mentre era un dipendente (con vincolo di esclusiva) della Fondazione Arena lavorava anche al teatro Grande di Brescia e per di più aveva mentito sostenendo che l’ex sovrintendente l’avesse sempre saputo. Una questione sulla quale si è combattuta gran parte della vicenda processuale.
Una decina di testimonianze e ieri, dopo un anno di udienze, il capitolo finale. Il pm d’udienza Nicola Marchiori ha chiesto l’assoluzione di Girondini: il sovrintendente era un superiore e aveva diritto di critica, e le sue parole erano comunque state una reazione ad un’intervista rilasciata dal maestro al Giornale di Brescia. Nessun intento diffamatorio, dunque.
«Perché allora è cominciato questo processo?», ha argomentato il legale di Fanni, l’avvocato Stefano Lojacono. Che, rifacendosi a e-mail e articoli di giornale, ha sostenuto che Girondini non poteva non sapere fin dall’inizio del doppio ruolo del suo direttore artistico. Lojacono ha anche messo in dubbio l’attendibilità di alcuni testimoni della difesa, secondo lui troppo vicini a l’ex sovrintendente.
Stefano Gomiero, legale di Girondini, ha invece ricordato sia il contratto di esclusiva che legava Fanni alla fondazione, sia richiamato una convenzione (che sostanzialmente regolava l’uscita del maestro dall’Ente) firmata dallo stesso Fanni, nella quale era messo nero su bianco che la Fondazione aveva appreso soltanto dalla stampa del doppio ruolo dell’ormai ex direttore artistico.
I due avvocati hanno duellato verbalmente per tre ore, una e mezza ne è servita al giudice Cristina Angeletti per decidere. Dopo la condanna Girondini ha commentato: «Non era minimamente mia intenzione diffamare Fanni, semplicemente avevo espresso ai giornali come erano andate realmente le cose a tutela del buon nome e dell’onorabilità della Fondazione. Sono comunque certo che i giudici della Corte d’Appello restituiranno la correttezza del mio agito».

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