Post più popolari ultima settimana

domenica 22 maggio 2016

da Comitato Pro Fondazione Arena - 22 maggio 2016

PROPOSTE PER UN’AZIONE FUTURA ALLA LUCE DEL PIANO FUORTES

Il piano presentato dal Commissario Fuortes alle OO.SS. ha confermato la gravità della situazione economica in cui versa la Fondazione Arena e, nello stesso tempo, la permanenza di forti pressioni politiche, favorevoli al mantenimento dello status quo e pregiudizialmente ostili a che si accertino le responsabilità gestionali di tale situazione. Alla luce dell’obiettivo di breve termine (usufruire delle opportunità di ri-finanziamento previste dalla Legge Bray, al momento unica possibilità concreta di rilanciare, seppur gradualmente, la Fondazione Arena), intendiamo dare il nostro sostegno a un’azione nel medio breve, che sia così caratterizzata:

1. Sottoscrizione degli accordi proposti nella miglior forma ottenibile. Fermo restando la nostra totale contrarietà di principio all’accordo, così come è stato proposto da ultimo, per i seguenti motivi:

a. Il mancato intervento - anche in termini di risparmio dei costi – su tutto il personale della Fondazione, compresi i Dirigenti, nella più totale disattenzione verso l’individuazione delle
responsabilità della cattiva gestione. A fronte di rinunce chieste ai dipendenti – non colpevoli o almeno responsabili solo marginalmente dell’attuale situazione – non è possibile che i veri responsabili (non necessariamente «colpevoli», ma sicuramente «responsabili») non sopportino minimamente le conseguenze, che al contrario, nel presente accordo, ricadono solo sui dipendenti.

b. La mancata individuazione e la conseguente rimozione delle cause che hanno condotto alla situazione attuale. Tali cause a nostro avviso sono da ricercare in una gestione clientelare e collusiva della Fondazione, che potrebbe costituire premessa e garanzia della mala gestio dirigenziale. Senza un ripristino della legalità, una scrupolosa osservanza delle regole di corretta ed equa gestione del personale, senza un’attenzione generalizzata e puntuale all’equità delle retribuzioni, dei premi e degli incentivi; senza il riconoscimento di un’effettiva meritocrazia interna, trasparente e condivisa; senza l’attuazione di sistemi di controllo e di verifica degli abusi e degli sprechi.
Senza una seria autocritica delle cause che hanno portato all’attuale situazione, che non è la conseguenza di una fatalità, e, appunto, senza una preventiva rimozione delle persone e delle  situazioni che li hanno generati e che  tuttora li mantengono, non ci sarà  speranza per la Fondazione Arena,  nemmeno nel breve periodo, e la grave  attuale situazione non sarà mai risolta.

c. La presenza di clausole  inaccettabili, quali la chiusura del  balletto. La chiusura del balletto  significa la rinuncia da parte della  Fondazione Arena a svolgere la sua  funzione principale, in quanto  istituzione pubblica, e che consiste  nel dovere di preservare e tutelare le tradizioni e le potenzialità  artistiche del paese. Nella fase  attuale, Al contrario, ci saremmo  aspettati un serio rilancio del balletto  da parte del Commissario Fuortes,  una sua, del balletto,  riorganizzazione di livello  internazionale, per dare una  possibilità ai molti giovani italiani,  che oggi sono costretti ad emigrare  per svolgere attività artistica di alto  livello nel campo coreutico. La cancellazione del balletto presso la  Fondazione Arena è un danno  economico per Verona e per l’Italia  di gran lunga superiore ai  risparmi che si credono di ottenere.

2. La richiesta di sottoscrivere un accordo privo  di alternative, tuttavia, non esime i lavoratori e  tutti i soggetti interessati dall’avviare, nel  frattempo, una serie di azioni, anche legali,  che tendano a riaffermare un principio  fondamentale per la civile convivenza, e cioè  che i danni ricadano proporzionalmente sulle  spalle di chi li ha determinati. Ci adopereremo  per sostenere anche legalmente quanti hanno  buone ragioni da rappresentare e, alla luce dei  successivi atti che il Commissario riterrà  opportuno compiere, valuteremo l’assunzione  diretta di azioni legali, collettive o individuali,  che segnalino alla Magistratura, quelle che  riterremo siano inadempienze, omissioni o  colpe gravi del management passato e  presente, non esclusi gli organi di  controllo ministeriali. Inoltre, ogni azione  tendente a fare pressioni sul Ministero e sul Commissario, affinché la legalità sia  ripristinata e una vera speranza di futuro sia data alla Fondazione Arena e ai suoi lavoratori  sarà da noi sostenuta e, se necessario, promossa. 










Nessun commento:

Posta un commento